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alfred thayer mahan

Alfred Thayer Mahan, pessimo marinaio, ma brillante stratega navale

Ci sono persone portate per l’azione e l’attività fisica e persone più propense per le attività intellettuali. E questo accade anche fra i ranghi militari. Afred Thayer Mahan è un chiaro esempio di questa ultima tipologia: come marinaio era pessimo, la sua esperienza di combattimento era a dir poco limitata e il suo curriculum come capitano di nave, a voler essere generosi, era mediocre. Eppure fu uno dei più geniali strateghi della storia.

Alfred Thayer Mahan, uno stratega militare tutta mente e poca azione

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Alfred Thayer Mahan nacque il 27 settembre 1840. Il padre era un professore a West Point e visse parecchio tempo vicino al campus. Nel 1856 iniziò a frequentare l’Accademia Navale di Annapolis, nel Maryland, con la qualifica di guardiamarina ad interim.

Una volta diplomatosi, ottenne il grado di tenente e prese servizio su diverse navi da guerra lungo la costa atlantica Sin da subito fu evidente un fatto: finché si era trattato di studiare all’Accademia, il suo rendimento era eccellente. Ma sul campo, le sue abilità di marinaio si rivelarono assai scarse.

Durante la Guerra Civile Americana, prestò servizio nella Marina dell’Unione, dove lo assegnarono a navi in servizio di blocco. Nel 1861 divenne ufficiale esecutivo sulla corvetta USS Pocahontas. In teoria doveva attaccare Port Royal, in mano ai Confederati. Solo che la nave arrivò troppo tardi per potersi unire all’azione. Così, giunto in loco, ecco che Mahan fece schiantare l’imbarcazione contro una nave alleata. In pratica aveva portato il concetto di fuoco amico su tutto un altro livello.

Visto l’accaduto, lo rimisero in servizio di blocco. Il che non migliorò di certo le sue già minime capacità di combattimento. Finita la guerra, poi, rimase in Marina, sperando che prima o poi lo promuovessero. Il che successe nel 1872 quando gli diedero il comando della USS Wasp.

Nonostante fosse finalmente diventato capitano, partecipò a pochi combattimento. E le sue abilità marinaresche non migliorarono di certo. Il che non prometteva nulla di buono per le sue prospettive di carriera.

Arriviamo così al 1884, quando il contrammiraglio Stephen Luce divenne presidente del nuovo Naval War College di Newport. Luce aveva bisogno di insegnanti che tenessero lezioni di strategia e wargame. E si ricordò di Mahan, di cui, accadimento parlando, aveva un buon ricordo. Così nel 1886 Mahan divenne insegnante di strategia navale.

alfred thayer mahan
Crediti foto: @Alexander James, Naval War College Museum

E finalmente Mahan smise di sentirsi un pesce fuor d’acqua. Lui era fatto per insegnare, non per comandare una nave in mare. Amando tantissimo la storia, usò la storia navale per formulare le sue idee e strategie. Quando poi Luce dovette tornare in mare, ecco che Mahan divenne presidente del College, carica per lui molto più congeniale.

Fu in questo periodo che scrisse il celebre libro The Influence of Sea Power upon History, 1660–1783. E da qui trasse la sua convinzione che l’economia statunitense, per superare le difficoltà in cui versava negli anni Novanta del XIX secolo, dovesse aprire a nuovi mercati esteri.

Fra l’altro, un paio di anni prima della stesura di questo libro, Mahan aveva incontrato Theodore Roosevelt, altro appassionato di storia navale. Roosevelt si ricordava di Mahan e delle sue teorie e si convinse che gli USA dovessero avere una marina più forte per aver maggior peso sulla scena internazionale.

Non a caso nel 1897, Roosevelt divenne Assistente Segretario della Marina durante l’Amministrazione McKinley. Il che voleva dire che aveva la totale responsabilità delle politiche navali.

Nel frattempo, però, Mahan dovette mettere per un attimo da parte i panni accademici per tornare a vestire quelli militari. Ma questa volta ebbe il ruolo di consigliere strategico a causa della guerra con la Spagna scoppiata nel 1898 a seguito dell’esplosione della USS Maine nel porto dell’Avana, a Cuba.

La Marina si distinse particolarmente in questa guerra. Poco prima di dimettersi, Roosevelt ordinò alla flotta asiatica del commodoro George Dewey di attaccare la flotta spagnola ancorata nel porto di Manila. Gli americani vinsero, distrussero la flotta spagnola a Cuba e fecero sbarcare le truppe americane nell’arcipelago.

grande flotta bianca
Crediti foto: @ohn Charles Roach, US Naval History and Heritage Command

E Mahan? In teoria nel 1896 si era ritirato ufficialmente dal servizio attivo, ma continuò a seguire le vicende della Marina, rimanendo in contatto con Roosevelt. Quando quest’ultimo divenne presidente, ordinò di creare la Grande Flotta Bianca, una flotta di 16 corazzate che navigava per tutto il mondo. Il sogno di Mahan si era realizzato: gli USA stavano dimostrando quando fossero forti grazie alla flotta.

Ma gli scritti di Mahan non influenzarono solamente gli USA. Anche Germania e Giappone si interessarono alle sue opere. Akiyama Saneyuki, Satō Tetsutarō e Katō Kanji sfruttarono le sue idee per promuovere la crescita della Marina Imperiale Giapponese.

E adottarono le sue strategie, in particolare quella che prevedeva che, in caso di conflitto, bisognasse come prima cosa distruggere la flotta nemica e i suoi porti. Cosa che il Giappone fece con la Russia dello zar Nicola II, distruggendo la flotta russa prima a Port Arthur e poi a Tsushima.

Dopo il ritiro dal servizio attivo, Mahan fu promosso contrammiraglio, lavorando presso il Dipartimento di Ricerca Storica della Carnegie Insitution. Mahan morì poi il 2 dicembre 1914 a causa di una patologia cardiaca, presso l’Ospedale Navale degli USA.