Storia Che Passione
Accadde oggi: 16 marzo

Accadde oggi: 16 marzo

Almanacco del 16 marzo, anno 1792: all’interno dell’Opera Reale Svedese, nel centro storico di Stoccolma, ha luogo l’attentato contro la persona del re Gustavo III di Svezia. Dopo un’iniziale ripresa, il sovrano illuminato andrà incontro a morte due settimane dopo l’accaduto.

Accadde oggi: 16 marzo

Negli ultimi anni del suo regno, Gustavo III di Svezia aveva progressivamente incrinato i rapporti con l’aristocrazia svedese. Salito al trono nel 1771, l’anno seguente aveva realizzato un colpo di Stato che gli consentì di rafforzare l’autorità monarchica, ridimensionando il potere del Riksdag e dei grandi casati nobiliari. La sua politica riformatrice, l’accentramento del potere e la guerra contro la Russia (1788-1790) avevano alimentato un’opposizione sempre più compatta tra i ranghi aristocratici, che vedevano nel sovrano un monarca autoritario deciso a scavalcare i tradizionali equilibri costituzionali del regno.

In questo clima di tensione maturò la congiura che avrebbe trovato compimento nella notte tra il 16 e il 17 marzo 1792 al teatro dell’Opera di Stoccolma. Il re aveva organizzato un ballo in maschera, evento mondano di grande richiamo per la capitale. Prima di raggiungere la sala, cenò con alcuni amici nei suoi appartamenti privati. Durante il pasto, ricevette una lettera anonima che lo metteva in guardia da un attentato imminente. Non era la prima volta che gli giungevano avvertimenti di questo genere, e li considerò l’ennesima intimidazione priva di reale consistenza. Decise dunque di non modificare il programma della serata.

16 marzo Gustavo III di Svezia

Intorno alla mezzanotte fece il suo ingresso nel salone, indossando sì una maschera, ma anche le insegne degli ordini cavallereschi del regno, dettaglio che lo rendeva facilmente riconoscibile. Tra la folla si muovevano i congiurati: Jacob Johan Anckarström, affiancato da Claes Horn e Adolf Ribbing.

Avvicinatisi al sovrano con maschere nere sul volto, gli rivolsero in francese un saluto apparentemente galante – «Bonjour, beau masque», «Buongiorno, bella maschera». Subito dopo, Anckarström si portò alle spalle del re ed esplose un colpo di pistola a bruciapelo. Gustavo cadde ferito ma cosciente, gridando: «Ah! Sono ferito, portatemi via da qui e arrestatelo!». La sala precipitò nel caos; le guardie reali chiusero le uscite e diedero vita ad una caccia agli attentatori.

Arrestarono Anckarström quasi immediatamente. Dopo un primo tentativo di negare l’esistenza di complici, confessò quando seppe che anche Horn e Ribbing erano finiti in manette. Nel frattempo trasportarono il re nei suoi appartamenti. La ferita, inizialmente non giudicata mortale, sembrò consentirgli una temporanea ripresa. Sappiamo infatti come continuò a ricevere ministri e a occuparsi degli affari di Stato, dando prova di notevole autocontrollo nei giorni successivi all’attentato.

16 marzo ballo in maschera vestiti re

Tuttavia il proiettile aveva provocato gravi lesioni interne e, complice l’infezione – in un’epoca in cui l’antisepsi era ancora lontana dall’essere compresa e praticata in modo efficace – le sue condizioni peggiorarono progressivamente. Dopo quasi due settimane di sofferenza nascosta, il 29 marzo 1792 il sovrano spirò. Tradizione vuole che le sue ultime parole furono le seguenti: «Mi sento stanco, un po’ di riposo mi farà bene».

Quali furono le conseguenze del regicidio? Anckarström e i suoi complici andarono incontro alla pena capitale, previa tortura, ovviamente. Politicamente, la scomparsa di Gustavo III aprì una fase delicata della storia svedese. Il trono passò al figlio minorenne, Gustavo IV Adolfo, sotto la reggenza del duca Carlo. Senza approfondire troppo, possiamo dire che a differenza del padre, il regno di Gustavo IV Adolfo fu abbastanza nefasto. Si distinse infatti per una politica estera disastrosa, una ferma opposizione a Napoleone Bonaparte e la conseguente perdita della Finlandia, che portò alla sua deposizione.

16 marzo attentato 1792 re di Svezia

L’accaduto del 16 marzo 1792 colpì moltissimo l’immaginario europeo. Alimentò una leggenda che avrebbe trovato espressione letteraria e musicale, fino a ispirare, molti decenni più tardi, il celebre melodramma Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi, dove l’assassinio di un sovrano durante una festa mascherata diventa emblema del conflitto tra potere, passione e cospirazione.