Immaginate la soddisfazione dell’archeologa Linda Åsheim quando, durante alcuni scavi nel centro storico di Tønsberg, in Norvegia, è incappata in questo misterioso e antico anello d’oro medievale, impreziosito con una pietra blu ovalare. Non sono reperti che si trovano tutti i giorni!
Di chi era questo anello d’oro con pietra blu?

L’Istituto Norvegese per la Ricerca sul Patrimonio Culturale (NIKU) ha rivelato che questo anello rappresenta uno dei ritrovamenti di gioielli medievali più importanti avvenuti in Norvegia. Questo anche perché il database nazionale dei manufatti Unimus comprende solamente 220 anelli d’oro registrati. E di questi solo 63 risalgono al Medioevo.
L’anello presenta una decorazione molto elaborata ed elegante. Il gioiello, lavorato a filigrana (tecnica tramite la quale sottili fili d’oro sono piegati, intrecciati e saldati fra di loro per creare intricati motivi a spirale), presenta piccole perle rotonde create tramite “granulazione” (arte orafa che prevedeva di fissare piccole sfere d’oro su una superficie metallica), posizionate in modo da accentuare le spirali che portano all’incastonatura vera e propria.

Sappiamo che queste due tecniche arrivarono in Norvegia durante l’Alto Medioevo, provenendo niente meno che dall’Impero Bizantino. Furono soprattutto le tradizioni orafe carolingie a diffondere in tutta l’Europa questi sofisticati metodi di lavorazione dei metalli.
Particolarmente interessante anche la pietra blu ovalare incastonata nell’anello. Nell’Europa medievale, si pensava che le pietre preziose avessero proprietà sovrannaturali. In particolare, avevano qualità magiche intrinseche che erano in grado di influenzare il destino e la salute di chi le indossava.
Lo zaffiro blu, per esempio, era un simbolo di potere divino. E per qualche bizzarra associazione di idee si pensava che potesse curare anche i foruncoli. Il che ci sta: altro che pomatine e cremine, forse solamente un intervento divino è in grado di debellare foruncoli e acne giovanile.
Secondo una ricerca di Vedeler e Røstad, si pensava anche che gli zaffiri blu aiutassero a preservare la castità, raffreddando i “bollenti spiriti”.
Tuttavia è bene precisare che la pietra presente sull’anello non è affatto uno zaffiro, bensì solamente vetro colorato. Però è possibile che il significato di base del colore sia rimasto il medesimo.

Per quanto riguarda il sito di scavo, si trova all’incrocio fra Storgaten e Prestegaten, proprio nel centro della città, all’interno di un’ara protetta. In particolare l’anello si trovava all’interno di uno strato di coltivazione. Essendo presente un ramoscello di abete rosso nello strato sovrastante, ecco che è stato possibile datare il reperto fra il 1167 e il 1269 d.C.
A questo punto sarebbe carino scoprire a chi appartenesse un simile tesoro. Vista la presenza di oro puro e visto anche il livello di sofisticatezza, è possibile che appartenesse a un membro d’élite delle poca. Le dimensioni suggeriscono inoltre che fosse una donna a indossarlo. Ma chi fosse questa dama (e se soffrisse di acne o meno), rimane un mistero.




