Questa volta facciamo un salto a Cartagena, in Spagna. Qui, nel Parco archeologico di Molinete, gli archeologi hanno trovato un reperto alquanto raro e insolito: una sitella. Questo antico recipiente metallico, fra l’altro gravemente carbonizzato, si trovava sepolto sotto i resti ormai crollati di un edificio distrutto da un incendio verso la fine del III secolo d.C.
La sitella di Cartagena, da oggetto anonimo a reperto importante

Dandogli un’occhiata veloce, il reperto in questione sembrava alquanto scialbo e anonimo. Quella massa di metallo corroso e rovinata dal calore e dal tempo poteva facilmente apparire poco interessante.
Tuttavia, una volta riassemblati i suoi oltre 200 frammenti, ecco che gli archeologi hanno capito di trovarsi di fronte a una sitella (chiamata anche sitillia). Con questo nome ci si riferisce solitamente a un tipo di coppa metallica romana che era usata durante le procedure ufficiali di una lotteria.
Come se non bastasse, da sotto diversi strati di ruggine, è emersa anche un’iscrizione incisa particolarmente rilevante dal punto di vista storico. Nell’iscrizione, infatti, era presente il nome di un governatore romano mai citato prima nei testi storici.

L’iscrizione identifica tal Spurio Lucrezio Tricipitino come quaestor pro praetore, un ruolo amministrativo alquanto raro. Infatti era un ruolo un gradino sopra un questore ordinario, in grado di assumere su di sé la piena autorità provinciale in assenza o nell’incapacità di un eventuale governatore in carica.
Accordi e incarichi similari sono scarsamente documentati nell’Hispania Citerior, il che spiega perché tale ritrovamento sia così importante. Sul vaso è anche incisa la parola SORTES, il che conferma il suo uso durante procedure di estrazione a sorte. Considerate che nella vita civile romana, questo tipo d lotteria determinava l’assegnazione di cariche, incarichi e ruoli cerimoniali. Il testo inciso in effetti fa riferimento a un’estrazione di questo genere, solo che è impossibile stabilire se l’estrazione in questione servisse per nomine amministrative, elezioni locali o pratiche religiose.

Anche l’edificio sotto il quale è stata trovata la sitella ha una sua importanza. La casa, infatti, sorgeva vicino all’antico santuario di Iside. Precedenti scavi nella medesima area avevano portato alla luce una cornucopia monumentale, oggetto spesso associato a Fortuna, una divinità strettamente collegata alla fortuna e alle lotterie.
Le prove epigrafiche, poi, hanno suggerito legami economici e politici importanti. Il nome Lucrezio compare su diversi lingotti di piombo provenienti dal distretto minerario di Cartagena-Mazarron, attribuiti a “S. Lucrezio, figlio di Spurio”. Questo indicherebbe una famiglia con le mani in pasta nelle miniere della Penisola iberica sud-orientale,
Secondo i ricercatori, Spurio Lucrezio Tricipitino era probabilmente un senatore che governò la provincia fra il 47 e il 27 a.C., prima delle riforme amministrative volute da Augusto. Era una figura attivamente coinvolta nella vita civica di Cartagine Nova e, probabilmente, finanziò anche diverse opere pubbliche.




