Questa scoperta potrebbe riscrivere ciò che sappiamo su un aspetto particolare dei riti funebri in epoca romana. Questo perché è stata scoperta una sepoltura in gesso di epoca romana di un neonato. Ma il fatto è che finora si pensava che tale rito funebre fosse riservato agli adulti d’élite. E invece pare che gli antichi Romani piangessero anche i loro neonati in questo modo.
Il mistero della sepoltura di gesso di un neonato romano

Questa scoperta, così come indicato sul blog del progetto Seeing the Dead, contraddice le fonti giuridiche di epoca romana. Queste ultime, infatti, indicavano che i neonati di età inferiore ai 12 mesi non dovevano essere pianti. Ma queste rare sepolture in gesso trovate a York, nel nord dell’Inghilterra, raccontano una storia molto diversa.
Le sepolture in gesso, a dire il vero, hanno sono state a lungo fonte di confusione fra i ricercatori. Questa pratica funebre prevedeva di posizionare il defunto in un sarcofago di pietra o di piombo, per poi gettarvi sopra del gesso liquido. La sostanza in questione, simile al gesso di Parigi (un solfato di calcio), si induriva poi sui corpi, riuscendo così a preservare anche tracce di abiti di alto rango.

Finora però si pensava che tale pratica fosse riservata solamente agli adulti. Ma a quanto pare anche i bambini erano pianti in tale modo. Maureen Carroll, archeologa presso l’Università di York, ha spiegato che i neonati erano i membri più vulnerabili della società romana. Il tasso di mortalità infantile era altissimo, sfiorava il 30%.
I documenti ufficiali dell’epoca indicano chiaramente che i bambini morti di età inferiore a 1 anno di vita non dovevano essere pianti perché le morti infantili erano all’ordine del giorno. Ma secondo Carroll, queste restrizioni si applicavano solamente al lutto pubblico.
In privato i membri sopravvissuti della famiglia piangevano i loro neonati morti. Carroll ha studiato più di 70 sepolture in gesso: almeno sette di esse appartenevano a bambini, fra cui tre neonati di età inferiore ai 4 mesi. Il che è strano. La pratica della sepoltura in gesso liquido doveva essere riservata all’élite romana adulta, mentre i neonati erano spesso sepolti in grandi angore, scatole di piastrelle di ceramiche o in piccole bare di legno.

Eppure queste sepolture in gesso esistono. Una fra le più importanti è quella trovata nel 1892 durante la costruzione della ferrovia di York. Il neonato di appena 1 o 2 mesi di vita, era avvolto in un mantello di lana tinto di viola, decorato con fili d’oro e nappe. Qualcuno lo depose poi in un sarcofago di piombo, ricoprendolo di gesso liquido.
Delle ossa del neonato non c’erano tracce, ma questa metodica ha permesso di preservare tracce del mantello. Ma la sepoltura è ancora sotto esame, per cercare ulteriori indizi in merito alle pratiche di sepoltura romane.




