Nei circoli accademici c’è una discussione di vecchia data in merito all’esatta ubicazione del Tempio di Eliogabalo. Sì, proprio quel Tempio del Sole il cui sommo sacerdote ascese al trono imperiale romano durante il III secolo d.C., diventando noto come Eliogabalo. Ebbene: il ritrovamento di un’iscrizione greca nella Grande Moschea di Homs, in Siria, ha riacceso tale dibattito. E se il suddetto tempio si trovasse proprio sotto questa moschea?
L’inafferrabile Tempio di Eliogabalo

Durante alcuni lavori di restauro, sotto una delle colonne della Grande Moschea di Homs, celebre per la sua pianta ovale, ecco che gli archeologi hanno trovato un’iscrizione in greco. Si pensa che la moschea sorga sulle rovine di una chiesa a pianta rettangolare, dedicata a San Giovanni Battista.
Ebbene: il nuovo studio pubblicato sulla rivista Shedet cerca di stabilire se davvero costruirono la Grande Moschea di Homs sopra le rovine del Tempio di Eliogabalo. Saranno riusciti a dare una risposta a questo mistero che da decenni tormenta le notti insonni degli storici?

Maamoun Saleh Abdulkarim, autore dello studio e professore di archeologia e storia presso l’Università di Sharjah, ovviamente sostiene che la scoperta di tale iscrizione sia fondamentale per dare una risposta a questa domanda. Quale domanda? Beh, se il Tempio di Eliogabalo si trovasse sotto la Grande Moschea, nel bel mezzo della città o se si trovasse sotto i resti della Cittadella islamica di Homs.
L’iscrizione in questione, realizzata in granito, era parte della base di una colonna della Grande Moschea. Incisa in greco, direttamente sulla superficie granitica, secondo l’archeologo Teriz Lyoun, il responsabile del Dipartimento degli Scavi di Homs, ecco che tale iscrizione, sepolta sotto il pavimento della moschea, rivide la luce per la prima volta durante alcuni scavi effettuati nel 2016.
La base della colonna è di 1×1 metro, mentre la targa con l’iscrizione occupa circa 75 centimetri della parte frontale della base. Gli altri 25 centimetri, invece, sono elementi di cornice. La scrittura è simmetrica, formale, su linee orizzontali. Il tono dell’iscrizione è eroico e militaristico.

In essa si parla di un re guerriero simile al vento, alla tempesta e al leopardo. Come da manuale costui sconfigge i nemici e impone tributi grazie alla sua feroce autorità reale. Insomma, niente di più e niente di meno di quello che prevede il lavoro di un re conquistatore degno di questo nome.
Secondo il professor Abdulkarim, tale iscrizione greca, anche se alquanto vaga e poco dettagliata, fornirebbe indizi in merito a un possibile collegamento fra la moschea e un edifico pagano. Forse proprio il Tempio del Sole di Eliogabalo, il sommo sacerdote che divenne re.




