Storia Che Passione
Foto del giorno: Dominikus Müller, reduce di guerra

Foto del giorno: Dominikus Müller, reduce di guerra

Fotografia di anonimo, Impero tedesco, 1918 circa. Senza più le gambe, ma con la dignità di chi è ancora aggrappato alla vita, Dominikus Müller posa per questa fotografia. Il fotografo, di cui non conosciamo l’identità, la scattò negli ultimi anni della Prima guerra mondiale. Ricostruire la sua vicenda, per lo più rimasta anonima, è stato molto difficile. Dalla sua “piccola” storia si possono ricavare dettagli salienti della ben più vasta e “grande” vicenda della guerra. Così come dell’evoluzione medico-chirurgica e della condizione dei reduci di ogni nazione.

Foto del giorno: Dominikus Müller, reduce di guerra

Nato il 3 luglio 1878 a Hohenpeißenberg, Dominikus Müller subì gravi ferite durante il servizio presso la Colonna Munizioni della Batteria n. 2 del 9° Battaglione KB Fußartillerie Regiment 1, riportando una frattura alla schiena e la paralisi di entrambe le gambe. Si trovava in Francia, sul Fronte Occidentale. Da quello che si evince – ma non sono informazioni certe quelle che riporto – fu una deflagrazione, probabilmente di una granata, a causargli danni alla colonna vertebrale e agli arti inferiori. Lesioni tali da portarlo all’amputazione di entrambe le gambe. Una condizione che, al tempo, significava “incompatibilità con la vita”.

Ammesso al Riserva Lazarett 36 il 24 aprile 1917, fu costretto a confrontarsi con i limiti della chirurgia dell’epoca, che però, nonostante l’estrema gravità delle sue lesioni, riuscì a salvarlo. Ciò gli consentì di sopravvivere fino al congedo nel 1920 e alla sua morte a Mannheim nel 1932. Queste sono le uniche informazioni biografiche disponibili online sul suo conto. Ma è attraverso questa sua fotografia che possiamo addentrarci in campi storici ben più definiti.

Dominikus Müller incidente Prima guerra mondiale

Lo scatto lo ritrae in ospedale, con indosso un corsetto ortopedico – tranquillamente definibile “pioneristico” – che sosteneva il busto. Esso permetteva una minima autonomia delle braccia. Questo tipo di apparecchio non era soltanto un ausilio fisico, ma una testimonianza direttissima del rapido sviluppo delle tecniche di riabilitazione e della medicina ortopedica in seguito ai traumi di guerra.

L’esperienza di Dominikus Müller, come quella di migliaia di soldati mutilati, stimolò la ricerca di soluzioni chirurgiche più avanzate. Per non dire la progettazione di protesi sempre più funzionali e l’istituzione di programmi di riabilitazione sistematici. Cose che segnarono una vera rivoluzione nel trattamento dei pazienti con gravi invalidità.

Dominikus Müller trincea Grande Guerra

Ed è per questo che la sua storia (scarna che sia) è tanto un racconto individuale di sopravvivenza quanto un tassello esplicativo della genesi della moderna medicina traumatologica e riabilitativa. Un qualcosa che, ricordiamolo, ha gettato le basi per interventi ortopedici più efficaci e per la concezione della cura come percorso integrato tra chirurgia, supporto tecnico e recupero funzionale.