Storia Che Passione
Foto del giorno: da Zar a Primo Ministro della Bulgaria, la particolare parabola di Simeone Sakskoburggotski

Foto del giorno: da Zar a Primo Ministro della Bulgaria, la particolare parabola di Simeone Sakskoburggotski

Fotografia di anonimo, Sofia, Bulgaria, 1996. L’ex zar di Bulgaria, Simeone di Sassonia-Coburgo-Gotha (translitterato Simeone Sakskoburggotski), ritorna in patria dopo mezzo secolo di esilio. La sua vicenda, oltre ad essere particolarissima per motivi che qui di seguito affronteremo, è anche (quasi) unica al mondo: si tratta, al pari dell’attuale Dalai Lama, dell’ultimo capo di Stato della Seconda guerra mondiale ad essere ancora in vita.

Foto del giorno: da Zar a Primo Ministro della Bulgaria, la particolare parabola di Simeone Sakskoburggotski

La fotografia con cui ho scelto di introdurvi la storia di Simeone Sakskoburggotski è forse la più adatta a circoscrivere la parabola di vita di quest’uomo, sconosciuto ai più (a meno che non siate bulgari o che per passione v’interessiate alle dinamiche politiche in essere nei palazzi del potere di Sofia) ma non per questo passata in sottotraccia. Mi tolgo subito il primissimo sassolino dalla proverbiale scarpa, sganciando questa chicca dal sapore retrò: dalla morte di Michele I di Romania, perciò dal 2017, Simeone è l’ultimo capo di Stato, in carica durante la Seconda guerra mondiale, ad essere ancora in vita. Il primato lo condivide con Tenzin Gyatso, attuale Dalai Lama. Al momento in cui scrivo l’ex monarca bulgaro ha 88 anni.

Simeone Sakskoburggotski principe ereditario

E se già questo vi pare un dato sul quale poter costruire una narrazione storico-divulgativa interessante, aspettate di leggere cos’altro ha combinato il nostro Simeone. Egli nacque nel 1937, secondogenito nonché unico figlio maschio della coppia imperiale bulgara, composta dallo zar Boris III e dalla zarina Giovanna di Savoia. Anticipo la vostra intuizione genealogica: ciò rende Vittorio Emanuele III il nonno materno di Simeone…

Nel 1943, quando Simeone era solamente un ometto di 6 anni, papà Boris morì di ritorno da un viaggio in Germania, effettuato con l’obiettivo di sganciare il Paese dall’Asse, ottenendo l’uscita dal conflitto. Ufficialmente si parlò di arresto cardiaco, ma qualcuno pronunciò la parola “avvelenamento”. Morto lo zar, se ne fece un altro. Il piccolo Simeone divenne imperatore col nome di Simeone II di Bulgaria. Come è ovvio che fosse, un consiglio di reggenza presieduto dalla madre e dai ministri più influenti resse le redini del Paese.

Reggenza che durò pochissimo, poiché la penetrazione delle truppe sovietiche cancellò di colpo l’influenza dell’élite politica bulgara, instaurando un regime comunista provvisorio. La famiglia reale visse al confino fino al 1946, anno in cui il referendum sulla forma di Stato sorrise al 95,6% di coloro che votarono a favore della Repubblica Popolare.

Simeone Sakskoburggotski Primo ministro Bulgaria

Allora Simeone prese la via dell’esilio, che lo condusse in Egitto – dal nonno Vittorio Emanuele III, con il quale condivideva la sorte postbellica – poi in Spagna, sotto la protezione di Franco, ancora negli Stati Uniti, e di nuovo nella penisola iberica. Nel 1966, non avendo formalmente abdicato al trono di Bulgaria, tentò vanamente di instaurare un governo in esilio a Madrid. Quello fu il primo approccio, benché tanto speranzoso e poco credibile, dell’ex sovrano alla vita politica della nazione di cui riteneva di essere ancora la guida. Con la caduta del socialismo nel 1996, Simeone fece ritorno in Bulgaria. A quel tempo risale la fotografia d’apertura. Il ritorno non fu solo personale, ma anche politico.

La “discesa in campo” di Simeone avviene nel 2001. Fonda un partito chiamato Movimento Nazionale Simeone Secondo (NDSV) e, incredibile a dirsi, vince le elezioni parlamentari. Il programma elettorale è molto semplice: assestare la Bulgaria nel panorama politico occidentale. L’ex zar diventa Primo ministro del Paese. Sotto il suo premierato, la Bulgaria entra nella NATO (29 marzo 2004).

Simeone Sakskoburggotski con Carlo III

Dopo aver assunto l’incarico, Simeone ha deciso di “aggiornare” il cognome in Sakskoburggotski. Sarebbe la forma bulgarofona del nome della sua casa reale, Sassonia-Coburgo-Gotha. Oggi si gode la sua pensioncina, partecipando ogni tanto a qualche occasione d’incontro con altri reali d’Europa. Risale al 2023 un incontro con re Carlo III del Regno Unito.