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Foto del giorno: mangiando dentro la statua equestre di Vittorio Emanuele II

Foto del giorno: mangiando dentro la statua equestre di Vittorio Emanuele II

Fotografia di Francesco Reale, Roma, Regno d’Italia, 1909. Personalità di spicco dello scenario capitolino e nazionale brindano nella pancia della statua equestre di Vittorio Emanuele II. La storia dietro la fotografia di Reale è qualcosa di davvero curioso, poiché è attraverso la stessa che si può scorgere la vicenda, lungamente spalmata nel tempo – d’altronde l’Italia è pur sempre l’Italia – del complesso monumentale unitario per eccellenza: l’Altare della Patria.

Foto del giorno: mangiando dentro la statua equestre di Vittorio Emanuele II

Il Vittoriano, ossia il monumento nazionale dedicato a re Vittorio Emanuele II d’Italia, altresì detto Altare della Patria, è un simbolo di Roma, oltre che del Paese. Benché faccia riferimento al compimento del processo unitario, la sua storia abbraccia tanto una parte dell’Ottocento quanto una ampia porzione del Novecento. I lavori iniziarono nel 1885, ma dell’ultimazione non si vide ombra addirittura fino al 1935.

Eppure in occasione del 50° anniversario dell’Unità, perciò nel 1911, alla presenza del re e delle più alte cariche dello Stato, si inaugurò il monumento. Poco importava che fosse incompiuto, la statua equestre di Vittorio Emanuele II bastava da sola a rendere degno il tripudio patriottico.

statua equestre di Vittorio Emanuele II Fonderia Bastianelli

A distanza di pochi mesi dall’inaugurazione, l’enorme statua equestre composta del bronzo dei regi cannoni italiani, non era né completamente assemblata, né tantomeno collocata. Nonostante il ritardo sulla tabella di marcia, risaliva al 1909 un primo banchetto all’interno della pancia del cavallo. Vi parteciparono l’allora sindaco di Roma, Ernesto Nathan, oltre al ministro dei Pubblici Lavori, Pietro Bertolini, e il proprietario della Fonderia Bastianelli, incaricata della messa a punto del monumento.

statua equestre di Vittorio Emanuele II banchetto operai

Al banchetto dei 9 altolocati ne seguì un secondo nel ventre della statua. A quest’ultimo parteciparono i 21 operai della fonderia, gli uomini che nel concreto realizzarono la statua equestre dedicata al primo re d’Italia.

statua equestre di Vittorio Emanuele II Altare della Patria

L’episodio è passato alla storia per molteplici motivi. In primis per la stravagante ubicazione; in seconda analisi, le fotografie di Francesco Reale furono indicative della reale grandezza della scultura bronzea. Dimensioni che impressionano anche al giorno d’oggi: un’altezza di circa 12 metri controbilancia una lunghezza di 10 metri. Per capirci, un singolo zoccolo è alto un metro e mezzo. La figura del sovrano è 16 volte più grande dell’ordinario e l’intera opera pesa circa 50 tonnellate.

Nel febbraio del 1911 gli operai finirono di montare il gruppo equestre e il 4 giugno dello stesso anno lo si inaugurò in Piazza Venezia.