Storia Che Passione
Foto del giorno: il rosso premonitore di Eggleston

Foto del giorno: il rosso premonitore di Eggleston

Fotografia di William Eggleston, Greenwood, Mississippi, USA, 1973. Un soffitto spoglio e malandato viene illuminato intensamente da una lampadina rossa appesa. Una descrizione così anonima può solo che rendere giustizia ad uno scatto celebre come quello di Eggleston, intitolato “Red Ceiling”, e ribattezzato dal sottoscritto rosso premonitore.

Foto del giorno: il rosso premonitore di Eggleston

Nel panorama della fotografia americana del secondo Novecento, William Eggleston occupa una posizione singolare e ormai canonica: è l’artista che più di ogni altro ha sottratto il colore alla fotografia commerciale e lo ha restituito alla dimensione dell’arte, facendone uno strumento poetico, talvolta disturbante, per non dire profondamente ambiguo.

Il suo sguardo si posa deliberatamente sull’ordinario, e la foto odierna sulla quale voglio concentrare la vostra attenzione lo dimostra chiaramente. Vanno bene gli interni anonimi, gli oggetti dimenticabili, gli angoli domestici. Elementi marginali che Eggleston trasforma in qualcosa di nuovo, di sensato. In questo senso, Red Ceiling è forse l’immagine che meglio incarna la sua poetica: una fotografia che sembra non “dire” nulla e che invece, a uno sguardo più attento, dice tutto. Forse anche troppo.

La genesi dello scatto è quasi casuale. Nel 1973 il fotografo si trovava a Greenwood, Mississippi. Precisamente a casa dell’amico Thomas “TC” Easterly. Disteso sul letto, impegnato in una conversazione ordinaria, nulla di memorabile insomma, Eggleston alzò lo sguardo verso il soffitto. Vide una superficie dipinta di un rosso violentissimo, interrotta da una lampadina nuda e da fili elettrici scoperti, con immagini erotiche appena visibili sul margine dell’inquadratura. Il silenzio calò improvvisamente, come spesso accade quando l’occhio dell’artista “vede” qualcosa che gli altri ignorano. Eggleston prese la macchina fotografica, usò il flash e scattò. Nessuna costruzione, nessuna messa in scena: solo un’intuizione immediata.

rosso premonitore William Eggleston

Il rosso, come Eggleston ha più volte sottolineato è un colore estremamente difficile da fotografare. Tende a “sfuggire”, a perdere dettaglio, a diventare informe. Per questo motivo, sostiene il fotografo, deve spesso occupare l’intero campo visivo, essere assorbito completamente dall’immagine. In Red Ceiling il rosso domina la scena, la soffoca, la rende claustrofobica.

La lampadina pendente, i cavi scoperti, la superficie irregolare del soffitto contribuiscono a un senso di precarietà fisica e psicologica, accentuato da rimandi visivi che molti hanno accostato (non senza forzature ma con una certa pertinenza) al Caffè di notte di Van Gogh o agli interni saturi di Matisse.

Per anni l’immagine è stata letta come una metafora erotica, una rappresentazione visiva della pulsione vitale, accentuata dalla presenza delle illustrazioni osé e dall’intensità cromatica. Ma col tempo il rosso premonitore di Eggleston ha assunto un peso ben più cupo. Thomas Easterly, l’amico di cui prima, morì assassinato nella sua casa. Probabilmente per una questione legata al traffico di droga.

rosso premonitore Van Gogh

Alla luce di questo evento, avvenuto successivamente allo scatto, il rosso del soffitto ha smesso di essere soltanto un colore “difficile” o sensuale. Invece è diventato, anche retrospettivamente, sangue, violenza, morte in definitiva.

Ed è proprio qui che l’immagine raggiunge la sua forza più perturbante. Red Ceiling non racconta un omicidio, non lo mostra, non lo suggerisce esplicitamente. Forse lo anticipa, quello sì. Mi risulta impossibile, dopo aver compreso la genesi dello scatto, guardarlo senza avvertire la tensione tra Eros e Thanatos, tra desiderio e annientamento, tra vita domestica e tragedia improvvisa. Eggleston non fu un veggente, ma il suo sguardo colse ciò che la realtà nascose in piena vista.