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Foto del giorno: il cane randagio di Moriyama

Foto del giorno: il cane randagio di Moriyama

Fotografia di Daidō Moriyama, Misawa, Giappone, 1971. Un cane randagio posa per gli scatti di Moriyama. Il soggetto, l’ambientazione, persino il motivo che si cela dietro la serie di scatti, possono apparire come superficiali, poco importanti, addirittura banali. Invece questo quadro fotografico, pionieristico della fotografia di strada, acclamato dalla critica mondiale oramai da oltre mezzo secolo, nasconde una storia curiosa da raccontare.

Foto del giorno: il cane randagio di Moriyama

Daidō Moriyama, oggi quasi novantenne, è stato e continua ad essere uno degli artisti (perché tale è da considerare) più emblematici per il suo approccio sperimentale alla fotografia. Non si potrebbe dire altrimenti, dato che la sua opera magna riguarda un cane randagio nella città semisconosciuta di Misawa, nella prefettura di Aomori, nell’estremo nord dell’Hokkaidō (che ricordiamo essere la più grande e centrale isola dell’arcipelago giapponese).

Moriyama è soprattutto noto per aver esposto i suoi negativi all’invecchiamento “naturale”, appendendoli all’aperto, rendendoli vulnerabili a sole, pioggia, nebbia, umidità e via dicendo. Un’altra cosa che caratterizza la fotografia del giapponese è la sua propensione a catturare in immagine figure o motivi apparentemente superficiali, di poco conto. Eppure attraverso la fotografia dona loro una ragion d’essere diversa, profonda, inimmaginabile fino a poco tempo prima.

cane randagio città Misawa

“Stray dog”, letteralmente “cane randagio” segue un po’ questo spartito. Daidō nel 1971 lavorava per un’agenzia fotografica a Misawa. Un giorno decise di uscire dal suo hotel per fare una passeggiata, munito ovviamente della sua macchina fotografica. Attraversato il corso principale della città, volle intraprendere delle vie secondarie, alla ricerca di una vita meno appariscente ma più vera, ordinaria.

S’imbatté dunque in un cane randagio. Scattò una serie di fotografie all’animale, ma con una luce che lui pensò essere davvero pessima. Infatti, mentre scattava, ebbe la costante sensazione di non capire cosa stesse cercando di catturare di quel cane che con tanta naturalezza aveva deciso di mettersi in posa, restandoci per una decina di secondi.

cane randagio Daidō Moriyama

Tornato a Tokyo, stampò le fotografie; rimase a bocca aperta per l’espressività dell’amico a quattro zampe. Moriyama vide in quell’animale perso nella città di Misawa l’anima del Giappone che cambia e si trasforma, perché lui, grazie alla popolarità della fotografia, cambiò per sempre la sua vita, diventando quello per cui è conosciuto oggi.