Storia Che Passione
Accadde oggi: 29 gennaio

Accadde oggi: 29 gennaio

Almanacco del 29 gennaio, anno 1951: si tiene la prima edizione del Festival della canzone italiana di Sanremo. Quando il festival prese avvio, nessuno dei suoi protagonisti poteva davvero immaginare che quella manifestazione (nata quasi come un esperimento collaterale, adesso vedremo in che senso) sarebbe diventata uno dei rituali culturali più longevi e riconoscibili della storia italiana contemporanea. Ovviamente, per assimilare anche solamente in parte la centralità dell’accaduto del 29 gennaio 1951, occorre tornare al clima dell’Italia non del secondo, ma del primo dopoguerra, e al ruolo che la canzone aveva fino ad allora ricoperto nell’immaginario nazionale.

Accadde oggi: 29 gennaio

Per decenni, infatti, l’idea stessa di “canzone italiana” era stata quasi sinonimo di canzone napoletana. Quelle melodie, esportate dagli emigranti oltreoceano, avevano rappresentato l’Italia nel mondo molto più di qualsiasi repertorio nazionale unitario. Negli anni ’30, persino a Sanremo – città che sarebbe poi diventata il simbolo della canzone italiana – si tenevano rassegne musicali dedicate esclusivamente al teatro e alla musica partenopea. Si fa in fretta a capire perché. Aveva un certo peso la presenza di imprenditori campani come Luigi De Santis, concessionario del casinò locale.

Qualcuno però si rese conto di come mancasse, a tutti gli effetti, una vetrina stabile che desse voce a una canzone “italiana” nel senso moderno del termine. Un qualcosa che, ad esempio, potesse rappresentare il Paese nel suo insieme.

Il contesto cambiò radicalmente dopo il 1945. L’Italia usciva dalla guerra distrutta materialmente e moralmente, e località turistiche come Sanremo avevano urgente bisogno di rilanciarsi. Il retroterra perfetto nel quale, durante il 1946, il comune ligure istituì una commissione speciale. Il compito? Progettare nuove iniziative capaci di attirare visitatori.

Figura centrale di questo processo fu Amilcare Rambaldi, imprenditore dotato di grande intuito culturale, che propose una serie di eventi innovativi. Stese dei progetti inerenti la moda, lo sport, l’arrembante cinema. Sì, anche una rassegna dedicata alla canzone italiana. Molte di queste idee finirono al macero, ma il seme comunque aveva toccato terra. Bastava solo annaffiarlo.

29 gennaio Casinò di Sanremo

La svolta arrivò quando la A.T.A. (Azienda Turistico Alberghiera) ottenne la gestione del Casinò di Sanremo. Il presidente Pier Busseti, osservando il discreto successo del Festival della canzone italiana organizzato a Viareggio nel 1948 e 1949, intuì le potenzialità di un evento analogo in Riviera. Attorno a lui si raccolse un piccolo gruppo di promotori decisivi. Fra questi, cito solo il nome di Giulio Razzi, colui che all’epoca teneva le redini delle trasmissione radiofoniche in Italia. Razzi ebbe un ruolo fondamentale nel dare al Festival di Sanremo una forma precisa. Vide nella manifestazione uno strumento per rilanciare la canzone italiana tradizionale. Soprattutto a fronte della minaccia rappresentata dai modelli musicali americani.

Ed ecco che nacque il primo Festival della canzone italiana, partorito dalla città di Sanremo. Nell’introduzione si è accennato alla sua essenza collaterale, e vi dico ora perché. I produttori lo concepirono come un “riempitivo” per animare le serate meno accese del casinò. Non a caso si svolse dal lunedì 29 gennaio al mercoledì 31. Lo si presentò con toni abbastanza dimessi. Immaginiamolo come un intrattenimento leggero per il dopocena.

L’evento si tenne nel Salone delle Feste del Casinò, dove il pubblico, seduto ai tavolini, cenava o consumava bevande mentre sul palco si alternavano cantanti e orchestre. Il biglietto costava 500 lire, ma l’affluenza non fu entusiasmante. La seconda sera (quindi il 30 gennaio) si dovettero persino coinvolgere alcuni frequentatori della casa da gioco per riempire i tavoli rimasti vuoti.

Dal punto di vista artistico, il Festival del 1951 fu lontanissimo dallo sfarzo delle edizioni successive. La scrematura delle 240 canzoni proposte portò ad una selezione di 20 brani. Chiamati ad interpretarli solamente quattro artisti (due solisti e un duetto): Nilla Pizzi, Achille Togliani e il Duo Fasano. Le orchestre e i cantanti erano dipendenti RAI a tutti gli effetti, con orari e compensi simili a quelli degli impiegati. Molti di loro erano volti sconosciuti, noti solo per la voce ascoltata alla radio.

29 gennaio 1951 primo festival Sanremo

La conduzione fu affidata a Nunzio Filogamo, che con il suo celebre saluto “Miei cari amici vicini e lontani, buonasera ovunque voi siate”, sancì fin da subito il carattere nazionale della manifestazione, pur essendo questa esclusivamente radiofonica. Le votazioni avvenivano in modo diretto e quasi artigianale. Il pubblico presente in sala esprimeva le proprie preferenze, depositando le schede in urne che circolavano tra i tavoli. La commissione finale, presieduta da Giulio Razzi, proclamò vincitrice “Grazie dei fiori”, interpretata da Nilla Pizzi.

Non mancarono le prime, memorabili gaffe. Dalla chiamata sul palco del compositore Saverio Seracini, assente perché gravemente malato e cieco, fino all’improvvisazione di un mazzo di fiori assemblato con le decorazioni della sala. Episodi che, col senno di poi, contribuiscono a restituire il carattere quasi ingenuo e sperimentale di quella prima edizione.

Eppure, nonostante la modestia dei mezzi e la scarsa attenzione iniziale della stampa il Festival di Sanremo ottenne un successo superiore alle aspettative. Le canzoni entrarono immediatamente nel repertorio radiofonico e discografico. Per un’Italia che si stava risollevando, la radio divenne il fulcro della vita domestica e il Festival un appuntamento capace di unire generazioni e territori, con famiglie raccolte attorno all’apparecchio, libretti di testi alla mano e ritornelli imparati a memoria.