Fotografia di autore sconosciuto, 1916-1917, Skočivir (Repubblica della Macedonia del Nord). Nella foto possiamo vedere alcuni soldati durante la Prima Guerra Mondiale che, nell’ansa del fiume Cerna, iniziarono a dedicarsi all’orto e all’arte del giardinaggio. Ma non solo: i soldati crearono giardini tanto sul fronte quando nella città di Salonicco.
Orti e giardini a Salonicco durante la Prima Guerra Mondiale

Nella foto possiamo vedere una veduta di un accampamento alleato sul Fronte Orientale, con orti annessi ad esso a destra. Durante la Prima Guerra Mondiale, nella zona di Salonicco, ci fu un improvviso e inaspettato interesse da parte dei militari per le nobili arti dell’orto e del giardinaggio.
La situazione era questa: a seguito della fallita Offensiva dei Dardanelli (quella tramite la quale gli Alleati avevano sperato, a inizio del 1915, di colpire la Germania e l’Austria-Ungheria eliminando il loro alleato orientale, l’Impero Ottomano), un esercito composto da soldati provenienti praticamente da ogni parte del mondo si riunì qui. L’idea era quella di farlo combattere lungo il “Fronte balcanico”.
Una prima flotta da guerra cercò invano di raggiungere Costantinopoli. Forze britanniche, australiane e neozelandesi riuscirono a sbarcare a Gallipoli, ma l’Impero Ottomano era troppo forte e così dovettero ritirarsi dopo pochi mesi.
Cercarono poi di attaccare i bulgari, i quali si erano schierati dalla parte delle Potenze Centrali. Gli inglesi cedettero il comando ai francesi, affidando il comando di questa operazioni nelle mani del generale Maurice Sarrail (1856-1929).
I soldati che sbarcarono a Salonicco, pur facendo parte dell’esercito francese, provenivano da tutto il mondo. C’erano soldati dal Mozambico portoghese, dal Marocco francese, dall’Algeria, dalla Tunisia e dall’Indocina francese (Vietnam, Laos e Cambogia). Per gli inglesi, invece, c’erano truppe provenienti da Cipro, dall’Egitto, dalla Palestina, dal Pakistan, dall’India e dal Nepal.

Riuscire a coordinare tutte queste unità militari era un vero e proprio incubo. A complicare le cose ci si misero le zanzare, le quali infettarono interi plotoni con la malaria. Ma non solo: non c’erano infrastrutture, dunque ci misero mesi a costruirle. Problemi ci furono anche con le linee di rifornimento e con il clima, con le sue estati torride e gli inverni gelidi.
Difficile anche rimanere a contatto con i famigliari per via delle grandi distanze. L’unico modo per alleviare un po’ la monotonia della vita nelle baracche degli accampamenti era passeggiare per le strade di Salonicco. Lì i soldati erano liberi di andare e venire come gli pareva. Potevano andare a teatro, frequentare i caffè e assistere ad eventi sportivi.
Ma ad un certo punto, un’inaspettata attività ricreativa divenne assai popolare fra questi soldati: il giardinaggio. A quanto pare fu proprio lo Stato Maggiore a commissionare l’allestimento di un orto, in modo da variare un po’ i pasti.
Ovviamente a gestire e coltivare tale orto dovevano essere i soldati. Incredibilmente la cosa piacque ai militari e, ben presto, anche accanto agli ospedali militari sorsero degli orti. Qui le piante erano affidate alle cure dei soldati in convalescenza, i quali coltivavano cibo anche per i commilitoni non ancora guariti.
Ma non solo: che orto sarebbe senza delle galline? I soldati, infatti, allestirono anche pollai. Il che ci stava: molti di loro provenivano da famiglie contadine ed erano abituati a questo stile di vita rurale. Le lettere che inviavano alle loro famiglie parlavano orgogliosamente di queste loro attività contadine: “Abbiamo piantato circa mezzo ettaro di ortaggi nella valle, a pochi chilometri dal fronte. Questo ci permette di raccogliere le nostre patate e presto potremo coltivare anche fagioli, cavoli e lattuga”.
La stampa francese fu conquistata da queste lettere e pubblicitari e imprenditori iniziarono a scattare foto di soldati che si godevano la vita, gli orti e i giardini in Macedonia. Questo perché in città i soldati allestirono anche dei veri e propri giardini. E questo mentre altri soldati intanto morivano in massa nelle trincee vicino a Verdun.

Diversi politici non apprezzarono tale narrazione. Fra di essi, il Primo Ministro Georges Clemenceau. Iniziò a prendere in giro il generale Sarrail e i suoi “soldati giardinieri”. Il che screditò questi soldati e causo gradualmente la caduta del generale.
Ma con un colpo di coda inaspettato, la storia prese un corso diverso. L’Armata Orientale rimase inattiva fino all’autunno del 1918. Ma il 25 settembre di quell’anno sorprese tutti lanciando un’offensiva su larga scala. Nessuno si aspettava che ce la facessero, ma fra la sorpresa generale riuscì a sconfiggere i bulgari.
Solo che di questa vittoria in pochi si ricordano in quanto gli orrori in corso sul Fronte Occidentale oscurarono tale campagna. A ricordo di tale battaglia rimane però il cimitero militare di Zeitenlik, nel nord di Salonicco: qui sono sepolti ventimila “soldati giardinieri”.




