Pirrone di Elide, chi era costui? Semplicemente il fondatore del pirronismo, nonché il primo filosofo dedito allo scetticismo. Oltre che essere passato alla storia per essere un personaggio alquanto distratto e indifferente.
Pirrone, il primo filosofo scettico

Dai tempi della scuola ci ricordiamo meglio di filosofi come Socrate, Aristotele e Platone. Eppure ci sarebbe anche Pirrone a cui prestare attenzione. Anche se, ad onor del vero, Pirrone di Elide, vissuto nel IV secolo a.C., non è che abbia lasciato molti scritti dietro di sé.
Anzi: tutto ciò che è arrivato fino a noi è un’ode ad Alessandro Magno. Se non fosse per i suoi discepoli e per lo storico Diogene Laerzio, di lui sapremmo veramente poco. Pirrone non è sempre stato un filosofo. In origine, infatti, era un pittore. Anche se non particolarmente abile. Antigono Caristo parla di una sua opera, “I portatori di lampade” e la definisce di qualità media.
Pirrone viveva insieme alla sorella Filista, una matrona che lui stesso aiutava a vendere polli e maialini al mercato e a pulire casa. Cosa alquanto inconsueta 2.500 anni fa.

Visto che come pittore non era poi questo granché, ecco che ad un certo punto decise di dedicarsi al pensiero filosofico sotto la guida di Drusone. La filosofia di Pirone si basava sul dubbio e sull’incomprensibilità delle cose che lui definiva “né certe né incerte”.
La storia lo dipinge come una persona molto distratta ed estremamente indifferente verso tutto ciò che lo circondava. Aneddoti sulla sua vita raccontano che se stava discutendo con una persona e questa se ne andava, a lui non importava un bel niente. Non cambiava espressione e continuava a parlare, parlare e parlare fino a quando non aveva risolto il problema.
Si dice anche che una volta lo trovarono mentre parlava da solo. Quando gli chiesero se andasse tutto bene, lui rispose: “Sto meditando sull’essere buono”. Un altro aneddoto racconta che, una volta, Anassarco cadde in una pozza di fango. Pirrone lo vide e passò oltre, senza minimamente pensare neanche da lontano di aiutarlo. La gente iniziò così ad accusarlo di non aver aiutato il malcapitato a risollevarsi dal fango, ma fu lo stesso Anassarco a elogiarlo per essere stato “indifferente e privo di affetto”.
Era capace di un’indifferenza assoluta anche nei confronti del dolore fisico: riusciva a rimanere impassibile di fronte a qualsiasi malattia o ferita. Aveva anche la singolare abitudine di partire in viaggio senza dire niente a nessuno.

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Una volta, mentre stava navigando insieme a Posidonio, la sua imbarcazione fu sorpresa da una brutta tempesta. Ma mentre le onde imperversavano, Pirrone rimase calmo a mangiucchiare il suo maialino. Posidonio, sorpreso da tale impassibilità, pare che gli disse: “È giusto che un uomo saggio mantenga questa compostezza”. Nonostante il suo perenne stato di distrazione cronica, riuscì comunque a vivere fino ai 90 anni. Impresa non da poco, visto che altri filosofi morirono decisamente più giovani e, talvolta, in maniera assurda.




