Questo potrebbe essere, potenzialmente, il libro più antico della Norvegia. O meglio: il libro più antico norvegese sopravvissuto fino al giorno d’oggi. La particolarità di questo libro di canti religiosi, lungo otto pagine e risalente al XIII secolo (o forse prima) è che è realizzato in pelle di foca. La restauratrice Chiara Palandri, la prima a esaminare il manoscritto, ha dichiarato di “non aver mai visto prima una rilegatura del genere”.
Dalla Norvegia arriva un libro in pelle di foca

La scoperta appare particolarmente importante perché non ci sono poi così tanti documenti risalenti al periodo medievale norvegese. In seguito alla conversione della Norvegia al Protestantesimo, cosa avvenuta nel 1537, la maggior parte dei libri cattolici divenne obsoleta.
Anzi: riciclarono molti di questi manoscritti cattolici per rilegare altri volumi. Altri libri, invece, furono spediti in Danimarca quando il re danese ne rivendicò la proprietà. Il manoscritto di Hagenes è assai prezioso.
Si tratta di un libro di otto pagine (probabile che altre pagine siano andate perse) contenente sequenze di canti religiosi da recitare in onore dei santi e durante le festività. Solitamente questi canti erano cantati in chiesa durante la messa, prima della lettura del Vangelo. La cosa interessante è che chi scrisse il libro, non lo fece per creare un oggetto di lusso da usare come statu symbol, bensì perché qualcuno aveva bisogno di questi canti.

Era dunque un libro che aveva una sua utilità pratica. Si pensa che a realizzarlo fu un sacerdote o un cantore delle chiese cristiane. Il libro si distingue dagli altri della sua epoca per due motivi. In primis, a quei tempi, la maggior parte dei libri era miniata e decorata anche in oro in quanto si trattava di opere di lusso destinate alla collezione di nobili e potenti. Raramente si trovano resti di libri di uso comune e pratico come questo.
In secondo luogo la sua rilegatura in pelle di foca lo contraddistingue da tutti gli altri libri medievali finora scoperti. Di sicuro la manifattura era nordica. Ma è anche insolito che la pelliccia della foca (di quale specie è ancora da stabilire) sia riuscita a rimanere attaccata alla rilegatura a distanza di otto secoli.

A dire il vero esistono solamente altri due libri norvegesi che potrebbero essere comparati a questo. Il primo è il Salterio Kvikne: risalente alla prima metà del XIII secolo, conserva ancora la sua rilegatura originale. Questo volume è esposto alla Biblioteca Nazionale. Il secondo è l’Antico Libro delle Omelie Norvegesi. Conservato a Copenaghen, non ha la rilegatura.




