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orso cranio

Trovato il cranio di un orso che combatteva i gladiatori in un anfiteatro in Serbia

Questa scoperta arriva dalla Serbia. Vicino all’antico anfiteatro di Viminacium gli archeologi hanno ritrovato il cranio alquanto malconcio di un orso bruno. A quanto pare avevano tenuto in cattività questo animale selvatico per anni per combattere contro i gladiatori nell’arena. E nel momento della sua morte, avvenuta circa 1.700 anni fa, stava lottando contro un’infezione.

Cosa ci racconta il cranio di questo orso?

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Crediti foto: @Nemanja Marković et al; Antiquity Publications

Questo ritrovamento rappresenta la prima prova diretta del fatto che gli antichi Romani usassero degli orsi nelle arene dei gladiatori. Nemanja Marković, autore principale dello studio pubblicato sulla rivista Antiquity e ricercatore associato senior presso l’Istituto di archeologia di Belgrado, ha spiegato a Live Science che non è possibile sapere con certezza se l’orso sia morto direttamente nell’arena o fuori.

Tuttavia le prove raccolte indicano che il trauma si sia verificato durante gli spettacoli nell’arena e che l’infezione sviluppata abbia poi contribuito a causarne la morte. Il cranio apparteneva a un orso bruno, un Ursus arctos. Il ritrovamento è avvenuto vicino all’anfiteatro di Viminacium, costruito nel II secolo d.C. Di forma ovalare e dotato di alte mura, poteva ospitare circa 7mila persone.

orso

Il cranio si trovava vicino all’ingresso dell’anfiteatro, insieme a ossa di altri animali, fra cui anche un leopardo. Ricerche precedenti hanno dimostrato che gli animali uccisi nell’arena erano macellati nelle vicinanze. La loro carne era distribuita e le ossa scartate erano sepolte vicino all’anfiteatro, ma non in un cimitero per animali ufficiale.

Gli orsi utilizzati in queste lotte avevano ruoli diversi. A volte combattevano contro i venatores, gladiatori specializzati nella caccia e nella lotta contro gli animali selvatici. Altre volte, invece, combattevano contro altri animali. Talvolta erano usati per giustiziare i condannati, ma c’erano anche orsi addestrati che si esibivano in spettacoli.

Analizzando il DNA, i ricercatori hanno stabilito che l’orso era un maschio e che proveniva dalla zona. I denti indicano che avesse circa 6 anni al momento della morte. La datazione al radiocarbonio colloca l’orso in un periodo compreso fra il 240 e il 350 d.C., un periodo durante il quale l’anfiteatro era in piena attività.

gladiatori romani

Una grande lesione sulla parte anteriore del cranio mostrava segni di guarigione, ma c’erano anche segni di infezione. Questa lesione traumatica poteva essergli stata inflitta da un venatores armato di lancia.

Anche le mascelle dell’animale mostravano segni di infezione, mentre i canini erano usurati in maniera anomala. Probabilmente, trovandosi in cattività, l’orso rosicchiava le sbarre della gabbia, rovinandosi così i denti. L’autore dello studio ha ipotizzato che l’orso era stato tenuto in cattività per anni