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Una medicina romana a base di escrementi? Succedeva nell’antica Pergamo

Trovata l’inoppugnabile e incontrovertibile prova che gli antichi romani utilizzassero anche escrementi umani come ingredienti per le loro medicine. La prova arriva niente meno che da un contenitore di vetro romano trovato a Pergamo (attualmente Bergama, in Turchia). In tale contenitore, infatti, era presente un medicinale preparato proprio con feci umane.

A cosa serviva una medicina a base di escrementi umani?

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Crediti foto: @C. Atila et al. 2026/ Journal of Archaeological Science: Reports

Lo studio pubblicato da poco sul Journal of Archaeological Science: Reports ha analizzato il contenuto di un piccolo unguentarium romano in vetro. Si trattava di una sorta di fiaschetta che, solitamente, conteneva oli e profumi. Tale unguentarium era conservato presso il Museo archeologico di Bergama.

All’interno del contenitore era presente un residuo, il quale è stato sottoposto ad analisi. Gli esami hanno permesso di identificare all’interno del residuo del coprostanolo e il 24-etilcoprostanolo, composti che fungono da biomarcatori per il materiale fecale. Inoltre il rapporto fra le due molecole ha suggerito che quel materiale fecale fosse di origine umana.

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Crediti foto: @Crediti foto: @C. Atila et al. 2026/ Journal of Archaeological Science: Reports

Tuttavia era presente anche un altro composto: il carvacrolo, composto aromatico di solito collegato a piante aromatiche come timo e origano. Secondo gli autori dello studio, la persona che preparò tale prodotto cercò di mascherarne l’odore non proprio piacevole.

Questa particolare combo di sostanze, inoltre, si adatta bene alle antiche pratiche erboristiche utilizzate prima dell’avvento degli antibiotici. Rimedi a base di feci erano in realtà noti da tempo, grazie anche agli autori classici. Ma lo studio in questione ha fornito una prova fisica: queste ricette medicamentose a base di escrementi erano davvero preparate e conservate in contenitori.

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Crediti foto: @Bernard Gagnon/ CC BY-SA 3.0

Fra l’altro il tutto ci starebbe anche con la città di Pergamo. La cittadina, infatti, ospitava un rinomato santuario di Asclepio, il dio della medicina figlio di Apollo. Inoltre aveva anche la reputazione di essere un importante centro di guarigione capace di offrire terapie che andavano dai bagni curativi ai rimedi erboristici (e fecali a quanto pare), passando anche per la diagnosi basata sui sogni.

Lo studio offre poi anche un altro spunto di riflessione: forse sarebbe il caso di esaminare nuovamente reperti di questo genere. Le nuove tecnologie, infatti, potrebbero permettere di scoprire dettagli in precedenza impossibili da rilevare.