Storia Che Passione
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Storicamente parlando, chi era davvero Sir Percival delle leggende arturiane?

Uno dei personaggi più famosi delle leggende di Re Artù è di sicuro Sir Percival. Noto anche come Parsifal, sappiamo che è uno dei Cavalieri della Tavola Rotonda. Le sue vicende più celebri sono quelle collegate alla ricerca del Santo Graal. Ma storicamente parlando, chi era davvero? La domanda è lecita perché molti dei personaggi che compaiono nelle leggende arturiane sono basati o ispirati a personaggi reali del VI secolo. E Percival non fa eccezione.

Il vero Sir Percival

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Crediti foto: @Arthur Hacker, Leeds Art Gallery

Il personaggio di Sir Percival compare in parecchi racconti medievali inerenti Re Artù. Nel corso dei secoli le leggende arturiane si sono ampliate e modificate, tanto che le versioni più tardive sono parecchio diverse da quelle originali.

Per cercare l’origine storica di Percival ci concentreremo, dunque, sulle versioni più antiche delle leggende. Percival compare per la primissima volta in un racconto del XII secolo scritto da Chrétien de Troyes. Con il titolo di “Percival, la storia del Graal”, ci viene raccontato di come Percival partì per la ricerca della sacra reliquia.

Il racconto narra che il Santo Graal gli fu mostrato al Castello del Graal, la dimora del Re Pescatore ferito. Costui stava attendendo il “prescelto” che potesse guarire lui e le sue terre. A Percival vennero mostrati svariati oggetti stupendi dentro al maniero, fra cui proprio il Santo Graal. Solo che Percival non riuscì a formulare la domanda corretta e così il Re Pescatore e le sue terre non furono guarite.

Percival dovette così abbandonare il castello. Dopo un po’, però, una fanciulla lo informò del fatto che poteva avere una seconda opportunità di guarire il Re Pescatore. Così Percival si rimise in sella per cercare di ritrovare il Castello del Graal. Purtroppo, però, la storia di Chrétien de Troyes finisce con lui che parte per una missione.

Successivamente sarà Robert de Boron a rimettere mano alla storia, scrivendone il finale. Percival riesce a trovare il Castello del Graal, riparte la processione degli oggetti e questa volta si ricorda di chiedere del Santo Graal.

Così facendo, il Re Pescatore e il suo regno finalmente guariscono. Il Re Pescatore nomina Percival come nuovo custode del Graal, lasciando infine questa terra. In questi racconti Percival è sempre presentato come uno dei cavalieri di Re Artù, il più virtuoso, santo e innocente.

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Crediti foto: @Dante Gabriel Rossetti, Public domain, via Wikimedia Commons

Dal punto di vista storico, però, chi poteva essere Percival? Per scoprirlo, bisogna risalire alle fonti gallesi. Questo perché Chrétien era sì uno scrittore francese, ma le leggende arturiane hanno origine in Galles. Più precisamente risalgono all’epoca in cui i Britanni combatterono contro i Sassoni nel VI secolo.

Effettivamente un Percival compare in diversi documenti gallesi (fra cui le Triadi Gallesi), anche se vi figura col nome di Peredur. Costui è citato come uno dei “Tre Uomini Ben Dotati dell’Isola di Britannia”. E prima che i più maliziosi si mettano a ridacchiare, meglio ribadire che in questo caso “dotato” si riferisce alla ricchezza, al valore e alla dignità.

Nel racconto Peredur ab Frog ritroviamo la storia di Percival così come la raccontò poi Chrétien, anche se con qualche differenza. Per esempio, nel racconto originario il Graal non compare. Qui l’oggetto speciale che Peredur vede è un vassoio che sorregge la testa mozzata di un uomo.

Si scopre che la testa apparteneva al cugino di Peredur. Il cavaliere, insieme ad Artù, parte per vendicarlo, uccidendo le Nove Streghe, gruppetto responsabile della decapitazione del cugino.

Peredur ap Efrog in gallese vuol dire Peredur figlio di Efrog. Essendo Efrog il nome di York, è possibile che con questa denominazione si intendesse che Peredur era figlio del signore che governava la città di York. Praticamente Peredur era il figlio del Conte di York.

Nella Britannia del VI secolo esiste una figura storicamente accertata chiamata Peredur ap Eliffer. Costui compare nell’Harleian MS 3859, a più antica testimonianza genealogica dei re medievali dei Britanni. Inoltre tale nome compare anche negli Annales Cambriae, una cronaca latina del X secolo.

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Crediti foto: @Ferdinand Leeke, Public domain, via Wikimedia Commons

Fra l’altro gli Annales indicano che Peredur e il fratello Gwrgi morirono nel 580. Sempre negli Annales, nel 573 è descritta una guerra fra i figli di Eliffer e Gwenddoleu. Questa era niente meno la battaglia di Arfderydd. Eliffer era figlio di un personaggio che nelle genealogie dell’epoca era noto come Arthwys ap Mar. Quindi è probabile che ci fosse un collegamento fra Peredur e il regno di Elmet. Ed Elmet è molto vicino a York.

E ancora: nella Historia Regum Britanniae, scritta intorno al 1137 da Goffredo di Monmouth, ecco che durante l’incoronazione di Artù, fra gli alleati del re, figura anche Peredur figlio di Eridur.

Eridur, a sua volta, deriva da Elidir, una forma primitiva del nome Eliffer. Questo dimostra che Peredur ap Eliffer era già associato a Re Artù nelle leggende precedenti a quelle di Chrétien de Troyes.

Goffredo, poi, raccontò che Peredur era un re regnante durante la Vita Merlini, ambientata dopo il regno di Artù. Il che è coerente con la rappresentazione di Peredur da parte di Chrétien, dove Peredur è descritto come un giovane rispetto a un Artù più adulto, già re da tempo.

Riassumendo tutto: Sir Percival potrebbe riferirs alla figura storica nota come Peredur ad Eliffer. Il Peredur delle leggende gallesi coinciderebbe con il Peredur storico. Solamente l’associazione fra Peredur e la ricerca del Santo Graal non trova spazio nella tradizione gallese. Quella è una rivisitazione della sua storia.