Un nuovo studio sta cercando di svelare tutti i segreti finora rimasti nascosti dell’economia del cuoio nell’Impero Romano, partendo da come era prodotta, commercializzata e infine utilizzata. Cosa non facilissima in quanto la pelle, un materiale organico, non si conserva benissimo con il passare dei secoli.
Il cuoio nell’Impero Romano

A guidare il team di ricerca c’è la dottoressa Gillian Taylor, professoressa associata presso la School of Health & Life Sciences della Teesside University.
Sfruttando una combinazione di diverse tecniche scientifiche all’avanguardia (fra cui anche il sequenziamento del DNA antico e competenze archeologiche) ecco che i ricercatori analizzeranno svariati manufatti in pelle. Questi reperti provengono da importanti siti romani della Gran Bretagna, dai Paesi Bassi e dalla Siria. Questo anche perché, effettivamente, lungo il Vallo di Adriano ultimamente sono state ritrovate diverse scarpe di epoca romana).
Scendendo più nel dettaglio, la ricerca si concentra su materiali provenienti da siti come Vindolanda, un forte romano situato, neanche a dirlo, proprio vicino al Vallo di Adriano, nel Northumberland. Questo anche perché qui è ospitata la più grande collezione di oggetti romani in pelle dell’Impero Romano.

Altri siti presi in esame sono quelli di Trimontium, in Scozia e di Valkenburg e Vechten nei Paesi Bassi. Per venire a capo della questione il team sta anche collaborando con il Vindolanda Trust, il National Museum of Scotland e il National Museum of Antiquieties nei Paesi Bassi.
In pratica queste istituzioni permetteranno ai ricercatori di accedere alle loro collezioni e supporteranno attività per coinvolgere il pubblico. Inoltre cercheranno anche di rendere la ricerca accessibile a un pubblico internazionale.

La dottoressa Taylor ha spiegato che si tratta della prima analisi biomolecolare su larga scala mai fatto finora sul cuoio romano. Riuscendo a identificare la specie, il sesso e l’origine degli animali usati nella produzione del cuoio ecco che si potrebbe riuscire a capire meglio quali fossero le reti socio-economiche che sostenevano la vita romana. E questo comprende sia l’artigianato civile che le catene di approvvigionamento militare.
Questo lavoro permetterà di avere maggiori informazioni su come vivevano le persone. Ma non solo: otterremo dati anche su come si adattavano, cambiavano e collegavano anche su lunghe distanze.




