Gli archeologi hanno scoperto che, circa 1.400 anni fan, nella zona della Valle del Nilo, i Nubiani tatuavano i loro figli di appena 18 mesi sul viso. La scoperta è stata fatta esaminando alcuni corpi mummificati trovati in Sudan.
I Nubiani, i tatuaggi sui figli e il Cristianesimo

A quanto pare in quel periodo il Cristianesimo stava facendo la sua comparsa nella regione conosciuta come Nubia. Anne Austin, autrice principale dello studio pubblicato sulla rivista PNAS e archeologa presso l’Università del Missouri-St. Louis, ha spiegato a Live Science che i tatuaggi potevano essere un simbolo della fede cristiana. Il che potrebbe spiegare perché i genitori contrassegnassero in modo permanente i loro figli in questo modo, identificandoli come cristiani.
Il team di ricerca di Austin ha esaminato 1.048 resti umani mummificati provenienti da tre siti archeologi situati nell’attuale Sudan. I ricercatori hanno così scoperto che 27 persone di tutte le età e sessi presentavano tatuaggi.
A dire il vero il tatuaggio è una pratica umana di antica data. Pensate che tatuaggi si trovano su Otzi, l’Uomo venuto dal ghiaccio. E Otzi ha 5.300 anni. Tatuaggi si trovano anche su mummie egizie di 5.000 anni, su mummie siberiane di 2.300 anni fa e anche mummie peruviane di 1.200 anni fa.

Solo che in tutti questi casi si trattava di tatuaggi su adulti. I bambini tatuati, invece, sono molto meno comuni. In questo nuovo studio i ricercatori hanno identificato parecchi esempi di tatuaggi nel sito di epoca cristiana di Kulubnarti, nel Sudan settentrionale.
Due cimiteri del sito erano usati fra il 650 e il 1000 d.C. Utilizzando la microscopia con illuminazione a infrarossi, ecco che i ricercatori hanno identificato 17 persone con tatuaggi ben definiti e 6 persone con tatuaggi sbiaditi. Mentre indagavano sulla posizione esatta dei tatuaggi sul corpo delle persone, ecco che hanno notato come due persone avessero tatuaggi sulla schiena, mentre le altre avevano disegni su fronte, tempie, guance e sopracciglia.
Non esiste molta documentazione storica in merito ai tatuaggi facciali. E ancora più rari sono i ritrovamenti di tatuaggi sui bambini. Quindi immaginatevi lo stupore dei ricercatori quando si sono accorti che la maggior parte dei Kulubnarti con tatuaggi erano bambini di età inferiore agli 11 anni. E il più giovane aveva solamente 18 mesi. C’era persino un bambino di 3 anni che aveva un tatuaggio sopra un altro tatuaggio.

I tatuaggi in questione consistevano in puntini e trattini raggruppati. Il disegno più utilizzato era quello di quattro punti tatuati a forma di diamante sulla fronte. Secondo Austin questo poteva rappresentare una croce cristiana. Plausibilmente poteva addirittura trattarsi di una forma di battesimo.
Tuttavia c’è anche chi pensa che il motivo per cui questi Nubiani tatuavano i loro figli non avesse nulla a che fare col Cristianesimo. E se fosse per proteggerli o per motivi medici? Magari i genitori stavano cercando di proteggere i figli dal mal di testa e dalla febbre alta, sintomi comuni durante gli attacchi di malaria. E sappiamo che questa malattia imperversava lungo la Valle del Nilo.
Il team ha anche scoperto che i Nubiani usavano coltelli e non aghi per realizzare i tatuaggi. Ma c’è anche chi sostiene che, magari, erano solamente tatuaggi decorativi. Chi può saperlo?




