Vi siete mai chieste perché durante le feste di Natale e Capodanno ci si bacia sotto il vischio? Effettivamente ci sono parecchie altre piante che si potrebbero utilizzare e che sono tipiche di questo periodo. Per diversi motivi, però, la tradizione richiede che non ci si baci sotto una stella di Natale, un cactus di Natale o un elleboro, bensì proprio sotto il vischio.
La storia del bacio sotto il vischio

A dirla tutta il vischio si impiccia degli affari umani da parecchio tempo. Sin dall’antichità, ancora prima che decidessimo che il suo scopo nella vita era quello di essere appeso sopra le porte, il vischio era una pianta considerata magica.
Greci e Romani parlavano dei suoi poteri curativi, atti a curare di tutto, dai crampi ai veleni. Inoltre il fatto che producesse bacche durante l’inverno, periodo dell’anno durante il quale tutto il resto era morto o quiescente, gli donava un alone sovrannaturale.
Con i druidi celtici, poi, la fama del Viscus alba, questo il suo nome scientifico, esplose. Secondo i druidi del I secolo d.C., il vischio era un simbolo sacro che indicava fertilità e vitalità. Visto che non cresceva dal terreno, ma in alto sugli alberi, ecco che pensavano che fosse un tramite fra cielo e Terra.
Pure la mitologia norrena aveva a che fare col vischio. La leggenda narra che Frigga tentò di proteggere il prediletto figlio Balder dalla morte, facendosi promettere da ogni cosa esistente in natura e nel mondo di non fargli del male. Tuttavia, a causa di un inganno del dio Loki, si scordò di chiedere tale promessa al vischio, considerandola una pianta innocua.

Così Loki, sempre con l’inganno, riuscì a far colpire Balder con del vischio, causandone la morte. Frigga, distrutta dal dolore, pianse e le sue lacrime si trasformarono nelle bacche bianche del vischio. Così, per onorare il figlio, Frigga promise che chiunque si fosse trovato sotto il vischio avrebbe trovato pace e tranquillità.
Ma questo riguarda l’antichità. Arrivando in epoche relativamente più recenti, secondo gli storici baciarsi sotto il vischio divenne un’usanza in Inghilterra nel 1700. O giù di lì. In effetti i primi scritti sul vischio parlano di svariate superstizioni, di amore, fertilità e via dicendo, ma non parlano esplicitamente di baci. E questo perché quelli sono arrivati dopo.
Tale abitudine si diffuse rapidamente e nel XIX secolo tale tradizione era ormai consolidata. Sempre in Inghilterra, però, vigevano regole molto strane e specifiche. Per ogni bacio dato sotto il vischio, bisognava cogliere una bacca. E quando tutte le bacche erano sparite da quel vischio, la licenza di baciare era ritirata. E rifiutare di baciarsi sotto il vischio era considerato foriero di sfortuna.

Washington Irving, poi, fu la causa per cui la tradizione attraversò l’Atlantico. All’inizio del 1800, infatti, documentò così attentamente queste usanze natalizie inglesi che i suoi scritti esportarono negli USA tale tradizione. E col passare del tempo divenne parte integrante delle festività natalizie.
Perché questa tradizione persiste ancora oggi? Beh, perché è abbastanza rituale da non risultare troppo forzata, dando alle persone la scusa perfetta per connettersi senza troppi imbarazzi. Certo, magari nel periodo di maggior picco dell’influenza non è l’idea geniale del secolo, ma le tradizioni non tengono conto dei virus, a quanto pare.




