“Grandi scavi alla corte di Francia”… parafrasando la sigla di un noto anime relativo alla Francia di quel periodo, ecco che nuovi scavi effettuati a Versailles hanno permesso di ottenere inediti dettagli in merito alla corte della Regina e del Delfino. Dettagli per lo più architettonici, a dire il vero.
Cosa nasconde ancora Versailles?

Fondamentalmente questi scavi hanno permesso di studiare la complessa e continua evoluzione architettonica a cui andò incontro la corte di Maria Antonietta e del Delfino di Francia. Sappiamo che la Reggia di Versailles fu commissionata dare Luigi XIV.
La nuova dimora sorgeva a Versailles, a ovest del centro di Parigi. In origine circondata da campi e foreste, adesso la Reggia si trova circondata dai palazzi della città. Inizialmente la Reggia era usata come residenza di caccia.
Tuttavia il Re Sole decise di trasformarla in un colossale palazzo reale. E per fare questo diede il via a diverse fasi di espansione che andarono avanti dal 1661 al 1715. I suoi successori, poi, Luigi XV e Luigi XVI, si dedicarono soprattutto a modificare gli interni del palazzo, non accontentandosi di mantenerla così come l’avevano ereditata.
Adesso, grazie a recenti scavi effettuati nell’ala centrale meridionale del palazzo, ecco che gli archeologi hanno permesso di trovare tracce del vecchio fossato del padiglione di caccia del XVII secolo. Si tratta di quello progettato dall’architetto Louis Le Vau. Oltre al fossato (riempito ad un certo punto della sua storia), i ricercatori hanno trovato anche i segni di un’intricata rete di strutture ormai sepolte da tempo.

Queste strutture comprendono le fondamenta di gallerie colonnate e diversi sistemi di drenaggio in pietra. Inoltre sono presenti anche passaggi idraulici a volta, collettori d’acqua e volte semicircolari datate alla fine del 1600.
Secondo gli archeologi dell’Inrap tutto ciò permetterà loro di ricostruzione l’incredibile e costante evoluzione architettonica di quest’area del palazzo. Come se non bastasse, in un’altra sezione della medesima ala hanno scoperto tracce del Muro di Le Vau, la facciata originale rivolta verso il giardino e pezzi di ceramica risalenti alla prima occupazione reale. Fra di essi figuravano anche pezzi di porcellana cinese importati.
Gli scavi hanno permesso di trovare anche ciò che resta di un grande bacino circolare che un tempo si trovava al centro dell’originario Gran Cortile (fra il 1668 e il 1690). Successivamente tale spazio fu diviso a causa dell’aggiunta di un nuovo padiglione che andava ad aumentare gli appartamenti della Regina.

Nella zona del Parterre du Nord, invece, gli archeologi hanno trovato strutture cave riempite con frammenti di sculture. Erano poi presenti anche fosse contenenti residui di madreperla e conchiglie. Si pensa che siano rifiuti derivanti dalla demolizione della celebre Grotta di Tetide. Questa, infatti, un tempo occupava quel sito prima della costruzione dell’Ala Nord nel 1685.
Trovata anche una piccola vasca a volta e altre strutture idrauliche che testimoniano quanto fossero sofisticati i sistemi di gestione dell’acqua utilizzati per le fontane e i giardini del palazzo.
Infine gli archeologi hanno trovato anche un muro lungo 17 metri, formato da pietre della balaustra riciclate. Probabilmente le avevano recuperate da una ringhiera o da una scala poi dismessa. Si pensa che tale muro potrebbe corrispondere a una barriera del XVIII secolo, presente nei progetti di Ange-Jacques Gabriel. Tale barriera aveva lo scopo di separare gli spazi dei giardini pubblici dai percorsi carrozzabili che portavano agli appartamenti reali.




