Nel ciclo delle leggende arturiane, Re Artù aveva un arcinemico. O meglio: di nemici ne aveva parecchi, ma l’unico che riuscì ad annientare lui e il suo regno fu il nipote Mordred. Quando si dice “parenti-serpenti”. Ma chi era Mordred? Beh, a seconda delle fonti cambiano le informazioni che abbiamo su di lui e il suo personaggio, inevitabilmente, si è evoluto nel corso dei secoli.
Tutto quello che volevate sapere su Mordred

La prima menzione di Mordred la troviamo negli Annales Cambriae, una cronaca latina del Galles del X secolo. La cronaca cita Artù solamente in due occasioni. La prima è la battaglia di Badon, ovvero la vittoria strepitosa di Artù contro i Sassoni. La seconda, invece, è relativa alla battaglia di Camlann, il culmine della guerra civile scatenata da Mordred contro lo zio.
Nella cronaca si dice che nella battaglia di Camlann persero la vita sia Artù che Mordred (qui chiamato Medraut). Il testo, a dire il vero, non specifica se i due fossero in schieramenti opposti o dalla stessa parte.
Per la successiva citazione di Mordred bisgona aspettare l’Historia Regum Britanniae di Goffredo di Monmouth, scritta intorno al 1137. Questo è il resoconto completo più antico relativo ad Artù. E in esso figura un certo Modredus, che altri non è che Mordred. Qui è descritto come nipote di Artù, figlio della sorella Anna e del di lei marito Lot di Lothian.
Ad un certo punto Artù, dovendo dedicarsi a una spedizione in Gallia, lascia il suo regno nelle mani di Mordred. Ma dopo aver sconfitto i Romani sul continente, Artù riceve la notizia che il nipote ha rifiutato la posizione di reggente, proclamandosi invece nuovo re. Così Artù torna di corsa in Britannia e inizia a combattere contro l’usurpatore.
L’ultima battaglia è quella della valle di Camlann. Qui Artù riesce finalmente a sconfiggere l’esercito del nipote, ma muore a seguito di una grave ferita. E anche le forze a lui fedeli risultano decimate.

Col passare del tempo, le leggende arturiane medievali cambiarono leggermente il personaggio. Questo anche se alcune caratteristiche rimasero più o meno invariate: era sempre un parente traditore di Artù ed era sempre l’avversario finale del re.
Fra i cambiamenti più notevoli, c’è quello introdotto nel Ciclo della Vulgata. Qui è raccontato che Mordred era figlio di una relazione accidentale incestuosa di Artù con la sorella. Probabilmente tale dettagli fu inventato per rendere ancora più tragico il tradimento di Mordred.
Altro dettaglio nato sempre in questo ciclo e presente poi anche nella tradizione di Thomas Malory è che Artù cercò di uccidere tutti i bambini nati all’epoca della nascita di Mordred. Questo accadde perché Merlino aveva profetizzato che un bambino nato in quel periodo avrebbe causato la rovina del re. Così Artù ordinò di uccidere tutti i bambini, ma Mordred si salvò e alla fine riuscì a compiere la profezia di Merlino.
Per quanto riguarda altre tradizioni gallesi, Mordred è comunque sempre definito come il nipote di Artù. Per esempio, nel racconto in prosa gallese Culhwch e Olwen del 1100, si parla di un nipote di Artù, Gwalchmai. Ebbene, nei testi non gallesi, costui non è niente altro che sir Gawain, il fratello di Mordred, la cui madre era Gwyar, la sorella di Artù e il cui padre era Llew ap Cynfarch. Certo, il testo non menziona direttamente Mordred, ma suo fratello era universalmente riconosciuto come il nipote di Artù.
Solamente nelle successive traduzioni gallesi dell’opera di Geoffrey ecco che Mordred è citato direttamente come nipote di Artù, con il nome a volte cambiato in Medrawd. Pure le Triadi gallesi parlano di Medrawd. Ad un certo punto una triade racconta che Medrawd distrusse la corte di Artù, eliminando cibo e bevande. Poi trascinò giù dal trono la moglie di Artù, Gwenhwyfar e la colpì.
In generale la tradizione gallese mostra una palese ostilità fra Artù e Mordred. Curiosamente, però, ci sono triadi nelle quali Mordred è descritto quasi come un eroe. Una in particolare parla di lui come di uno dei Tre Cavalieri Reali della Corte di Artù. Alcuni scrittori elogiavano il suo coraggio in battaglia.

Per questo motivo qualcuno sostiene che originariamente, nella tradizione gallese, Mordred era considerato un eroe. Fu poi solo con Goffredo di Monmouth che assurse al ruolo di traditore e nemico. Ma non tutti sono concordi con questa tesi. Questo perché la maggior parte delle menzioni di Mordred nella tradizione gallese furono scritte dopo la stesura dell’opera di Goffredo.
Il che vuol dire che gli scrittori che esaltavano i lati positivi di Mordred lo facevano pur sapendo che lui era descritto come un traditore. Oppure si riferivano a quando Mordred era ancora benvoluto alla corte di Artù. In fin dei conti, ad un certo punto, Artù gli lasciò la reggenza del regno. A voi scegliere dunque lo status di Mordred: eroe decaduto o parente-serpente?




