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Il fallo di vetro trovato nella latrina di un convento era uno scherzo rinascimentale?

Ah, la comicità ai tempi del Rinascimento, quando in un convento potevi trovare un fallo di vetro! Perché è quello che è successo. Gli archeologi, infatti, hanno riportato alla luce un fallo di vetro lungo circa 20 centimetri. L’oggetto si trovava sotto un convento medievale tedesco. Risalente al XVI o al XVII secolo, il reperto si trovava nel condotto di una latrina che era collegato agli alloggi di una casa religiosa di nobildonne a Herford. Ma non c’era nulla di malizioso o scandaloso: si trattava probabilmente di uno scherzo giocoso tipico dell’epoca.

Un fallo di vetro in un convento?

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Crediti foto: @LWL/Brentführer

Il fallo di vetro in questione è noto come Fallo di Herford. Secondo gli esperti si trattava di un inconsueto recipiente per bere utilizzato forse in contesti festivi all’interno di circoli d’élite.

A quanto pare tali oggetti non erano affatto rari in Europa. Nella cultura aristocratica dell’epoca, infatti, satira, scherzi e gesti teatrali erano all’ordine del giorno, soprattutto durante banchetti e riunioni conviviali.

Tali coppe cerimoniali fondevano volutamente sacro e profano, sfruttando umorismo e shock per stimolare la riflessione. L’immagine che dobbiamo ricreare nella mente è quella di un festoso incontro fra membri dei circoli elitari del convento.

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Crediti foto: @ Vindolanda Charitable Trust

Durante il convivio il suddetto recipiente, colmo di vino, era passato di mano in mano fra donne di alto lignaggio e cultura. Ma non suscitava imbarazzo, bensì risate e discorsi arguti.

Il luogo del ritrovamento ha fornito ai ricercatori indizi importanti. Non era caduto accidentalmente nel condotto, ma probabilmente era stato posizionato lì volutamente. A quei tempi, infatti, le latrine non erano solamente unità di smaltimento dei rifiuti. Erano invece spazi privati usati a volte per liberarsi in maniera discreta di oggetti delicati o rituali.

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La collocazione deliberata di un oggetto in vetro così finemente lavorato suggerisce che non lo eliminarono per vergogna, ma forse che lo riposero lì per essere sicuri che non lo si trovasse casualmente.

Anche l’evidente simbolismo fallico potrebbe non avere nulla a che fare con quello sessuale. Probabilmente era un simbolo scherzoso o anche un simbolo di benedizione. Durante il Rinascimento le mura di un convento non erano una barriera per la cultura, ma un modo per apprezzarne le diverse sfumature in maniera del tutto umana.