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Fu un monaco inglese dell’XI secolo il primo a scoprire i cicli della cometa di Halley

Questo nuovo studio pubblicato sulla rivista arXiv sostiene che il primo a scoprire e identificare i cicli di passaggio della cometa di Halley fu un monaco inglese. E questo successe nell’XI secolo, più di 600 anni prima che Edmond Halley riuscisse a codificare con precisione l’orbita di questa cometa.

Come fece un monaco inglese a scoprire i cicli della cometa di Halley?

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Crediti foto: @Public domain

Lo studio congiunto, realizzato da Simon Portegies Zwart, astronomo presso l’Università di Leida e Michael Lewis, scienziato del British Museum, ha messo a confronto cronache medievali con registrazioni astronomiche. In questo modo i due ricercatori hanno stabilito che Eilmer di Malmesbury, o come dicevano tutti, Aethelmaer, scoprì per primo i ritorni periodici della cometa dopo averla osservata due volte nel corso della sua vita.

Eilmer era un monaco dell’XI secolo che lasciò diversi scritti. In essi confermò di aver osservato la cometa prima nel 989 e poi nel 1066 (fra l’altro l’anno della Battaglia di Hastings). E in entrambi i casi aveva stabilito che si trattasse del medesimo oggetto celeste.

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Crediti foto: @Kuiper Airborne Observatory, C141 aircraft April 8/9, 1986, New Zealand Expedition, Public domain, via Wikimedia Commons

La cometa di Halley era stata visibile in Cina per più di due mesi, con massima luminosità osservata il 22 aprile. Due giorni dopo la avvistarono in Bretagna e sulle Isole Britanniche, tanto che compare anche sull’Arazzo di Bayeux. Fra l’altro l’arazzo rappresenta la più antica rappresentazione visiva della cometa (fra quelle note). L‘arazzo in questione fa risalire tale evento celeste alla conquista normanna e al periodo alquanto vivace e tumultuoso che vide protagonista Aroldo II d’Inghilterra.

Come sottolineato da Zwart e Lewis, all’epoca le comete erano considerate presagi di disastri. Spesso erano collegate a guerre, carestie o anche alla morte di un re. Gli autori hanno individuato ben cinque avvistamenti di comete nel periodo intorno al 1066.

In quell’anno Eilmer era un uomo già anziano. Tuttavia si ricordò di aver visto la stessa cometa decenni prima. Per questo motivo interpretò la sua ricomparsa come parte di un ciclo che continuava a ripetersi.

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Crediti foto: @NASA/W. Liller, Public domain, via Wikimedia Commons

Secondo gli autori dello studio, questo fatto smentisce la narrazione tradizionale secondo la quale fu Edmond Halley il primo a riconoscere l’orbita ciclica della cometa (circa ogni 76 anni). Ovviamente la dimostrazione matematica di Halley non perde di valore. Tuttavia gli autori suggeriscono la necessità di rivalutare il nome della cometa. Potremmo chiamarla cometa di Eilmer-Halley? Cometa di Aethelmaer-Halley? Cometa di Aethelley?