Fotografia dello United States Department of Defense/Army Fort Monmouth Historical Office, data sconosciuta, Fort Monmouth. Nella foto potete vedere il più insolito di tutti gli eroi di guerra decorati: il piccione G.I. Joe, incredibile piccione viaggiatore che durante la Seconda Guerra Mondiale salvò soldati britannici e un’intera cittadina italiana. Come? Volando a razzo, che i corvi di Game of Thrones muti proprio!
Come il piccione G.I. Joe ha ottenuto la sua medaglia

G.I. Joe era un piccione viaggiatore nato ad Algeri il 24 marzo 1943 e morto a Detroit il 3 giugno 1961. In servizio presso lo United States Army Pigeons Service, unità dell’esercito americana specializzata nell’addestramento dei piccioni viaggiatori come messaggeri e ricognitori, ecco che divenne famoso in virtù delle sue performance di volo.
Lo potete vedere nella foto, fieramente in posa, dopo essere stato imbalsamato al termine della sua vita (visse 18 anni), con tanto di targhetta con il suo nome e quel classico sguardo da piccione che dice “Cosa diamine vuoi, tu?”.
Era il 1943 e americani e britannici stavano collaborando nella loro avanzata verso Roma. Questo almeno secondo alcune fonti. Secondo altre, invece, la divisione aerea statunitense avrebbe avuto l’incarico di bombardare Calvi Vecchia, frazione di Calvi Risorta, senza sapere però che la città era appena stata conquistata dagli inglesi. Invece i britannici erano a conoscenza dell’attacco imminente da parte degli americani.
La tesi della collaborazione sostiene che prima gli americani dovessero bombardare la cittadina di Calvi Risorta, a circa 200 km a sud di Roma. Poi, una volta bombardata la città, le truppe britanniche di terra avrebbero dovuto prendere possesso del paese.
Comunque sia, le cose non andarono esattamente come previsto. La 169a Brigata di Fanteria britannica (secondo altre fonti era la 56th London Infantry Division), infatti, riuscì a conquistare la cittadina molto prima del previsto. Questo anche perché la maggior parte delle truppe tedesche si era già ritirata e dunque non trovarono troppa resistenza.

Gli inglesi, dunque, erano un tantino in anticipo sui tempi. Così cercarono di contattare via radio gli americani, per chiedere loro se, cortesemente, potevano evitare di bombardare Calvi Risorta visto che in città erano rimasti solamente loro, i soldati inglesi e 5mila abitanti del posto, mentre di tedeschi non ce n’era neanche più uno.
Ma il destino avverso volle che i britannici, a causa di qualche imprecisato problema tecnico, non riuscirono a mettersi in contatto via radio con gli americani. Questi ultimi, ignari del fatto che non serviva più sganciare bombe sulla città, si stavano tranquillamente preparando a decollare con il loro carico esplosivo.
I britannici, messi alle strette, non sapendo più come riuscire a contattare gli alleati americani, ecco che ebbero un’idea. Presero un piccione viaggiatore, G.I. Joe per l’appunto e lo fecero volare verso il supporto aereo americano. Il messaggio era semplice e chiaro: gli americani dovevano interrompere subito il bombardamento visto che non serviva più.

E il piccione G.I. Joe, degno antesignano dei corvi a reazione di Game of Thrones, volò alla velocità di 96 chilometri orari, percorrendo 20 miglia (32 km e rotti) in soli venti minuti. G.I. Joe riuscì nell’impresa: avvertì giusto in tempo gli americani di stare buoni e di non decollare con bombe e aerei.
Senza l’incredibile impresa di G.I. Joe, i mille soldati britannici e i 5mila abitanti di Calvi Risorta sarebbero morti. Gli inglesi, ovviamente, erano estremamente grati al piccione. Per questo motivo gli conferirono la medaglia Dickin, la più alta onorificenza conferibile a un pennuto.
G.I. Joe ricevette la medaglia nel 1946: lo trasportarono in volo dalla sua casa nel New Jersey (dopo la guerra lo alloggiarono insieme ad altri piccioni altrettanto eroici, nel Pigeon Center a Fort Monmouth, dove si trova ancora oggi, imbalsamato ovviamente) fino a Londra per ricevere il riconoscimento.




