Questa volta spostiamoci in Bolivia perché qui gli archeologi, in collaborazione con le comunità indigene locali, hanno scoperto un vero e proprio mondo perduto sotto la superficie dei Grandi Laghi tettonici. Le acque dei laghi nascondevano, infatti, vasti insediamenti preispanici costruiti da una civiltà sofisticata attiva fra il 600 e il 1400 d.C. Fu proprio questa civiltà a trasformare ampie zone umide in campi per l’agricoltura, ideando un efficace sistema di gestione delle acque.
Cosa si nasconde sotto i Grandi Laghi della Bolivia?

Quanto scoperto sotto le acque dei Grandi Laghi della Bolivia è stato pubblicato su Frontiers. Nel settembre del 2021, un team di specialisti, guidato dal Grupo de Trabajo para los Llanos de Moxos, si è recato in una delle zone più misteriose e meno documentate dell’Amazzonia boliviana.
La zona di interesse era quella dei Grandi Laghi Tettonici di Exaltacion, nel dipartimento di Beni. I ricercatori hanno così potuto documentare gli insediamenti di Paquio, Coquinal, Isla del Tesoro e Jasschaja, scoprendo che qui erano presenti diverse fasi di insediamento.
I rilievi LiDAR hanno permesso di scoprire una complessa rete di fossati circolari e rettangolari. Alcuni di essi misuravano anche 200 metri di diametro. Accanto ad essi, poi, c’erano campi agricoli rialzati, canali di drenaggio e anche piattaforme di terra.

Tali strutture non erano certo casuali, bensì il frutto di secoli di sperimentazione. Le comunità locali, infatti, inventarono metodi sempre più complessi e sofisticati per controllare il flusso delle acque. In tal modo riuscirono a creare zone emerse da adibire stabilmente all’agricoltura. Nel sito di Coquinal i ricercatori hanno trovato fossati quadrangolare con canali laterali che si estendono verso il lago.
A Paquio, invece, hanno ritrovato cumuli di conchiglie e rifiuti di ceramica. Ma non solo: qui erano presenti anche 1.224 frammenti ossei che appartenevano ad almeno 1.092 animali. Gli animali predominanti erano i pesci, ma non mancavano rettili come caimani, serpenti e tartarughe acquatiche e mammiferi come paca, capibara e armadilli. Insomma, avevano una dieta alquanto varia.

Trovati anche resti vegetali che confermano la coltivazione del mais e di diverse specie di palme. A Paquio la datazione al radiocarbonio ha permesso di accertare due distinte fasi di occupazione. L’insediamento precoce è quello del 600 d.C., mentre un periodo di occupazione più intenso fu quello fra il 1000 e il 1200 d.C.




