Almanacco del 28 febbraio, anno 1897: Ranavalona III, ultima regina del Madagascar, viene deposta dai francesi. Caduta la monarchia dei Monarchia, sulla grande isola al largo della costa orientale africana ha inizio il periodo coloniale, il quale cesserà solamente nel 1960. In quest’ottica la data del 28 febbraio 1897 segna inevitabilmente un prima – contraddistinto dalla sempre più debole autonomia malgascia rispetto alle pressioni europee – e un dopo – piena espressione del colonialismo francese a cavallo tra XIX e XX secolo.

Come ormai siamo soliti dire e ripetere fino allo sfinimento, non si può comprendere la portata dell’evento senza fornire qualche nozione di contesto. Salita al trono nel 1883, Ranavalona III ereditò un regno già sottoposto alle avances (poco amorose, tanto opportunistiche) francesi. La Francia, interessata strategicamente all’isola per il controllo delle rotte verso l’Indocina e l’Africa orientale, aveva progressivamente intensificato la propria ingerenza.
Ecco dunque che rappresentanti dei due Stati si stringono la mano nel 1885, firmando (sotto pressione militare) un trattato che riconosceva alla Francia ampi privilegi economici e diplomatici. Subodorando l’affare, si accodò anche Londra. Nel 1890 la Gran Bretagna, previo accordo bilaterale con Parigi, accettò di fatto il predominio francese sul Madagascar in cambio del riconoscimento dei propri interessi a Zanzibar. L’isola entrava così nel gioco delle compensazioni imperiali.

Nel 1894-1895 la tensione degenerò in conflitto aperto. Il governo Merina, guidato dal primo ministro Rainilaiarivony, rifiutò ulteriori imposizioni francesi. Parigi rispose con una spedizione militare che culminò nell’occupazione della capitale Antananarivo nel settembre 1895. Sebbene la monarchia fosse inizialmente mantenuta come istituzione nominale, il potere effettivo passò nelle mani dell’amministrazione francese. Nell’agosto 1896 la Francia proclamò ufficialmente il Madagascar colonia. Eppure restava una regina con la sua corona: come procedere in tal senso?
Tra il 1896 e il 1897 esplose la cosiddetta “ribellione menalamba“. Si trattò di un movimento popolare e rurale che mescolava elementi anti-francesi e opposizione alla cristianizzazione promossa dalla corte negli anni precedenti. Il nuovo governatore generale, Joseph Simon Gallieni, adottò una politica di repressione energica e sistematica. In questo clima di sospetto, la corte reale fu accusata di complicità morale o politica con i ribelli, o quantomeno di costituire un potenziale centro di legittimazione dell’opposizione al dominio coloniale.

Il 28 febbraio 1897 Gallieni decretò la deposizione ufficiale di Ranavalona III. Eliminare la monarchia significava recidere il principale riferimento identitario e istituzionale del regno Merina, privando eventuali resistenze di una figura attorno a cui coagularsi. Benché non avesse poteri effettivi, la regina era stata pur sempre la regina. Dal 28 febbraio 1897 in poi ella si ritrovò privata di ogni autorità e trasformata in ex sovrana sotto controllo coloniale.
Pochi giorni dopo seguì l’esilio nell’isola di Réunion, colonia francese nell’Oceano Indiano. Il primo ministro Rainilaiarivony era già stato deportato ad Algeri, dove morì nello stesso 1897. In seguito anche Ranavalona raggiunse l’Algeria, stabilendosi ad Algeri in condizioni materiali relativamente agiate ma in uno stato di esilio permanente. Le sue ripetute richieste di rientrare in patria andarono sempre incontro ad un secco “no”.

Se si conoscono un minimo le tipiche dinamiche alla base della costituzione di un regime coloniale europeo, allora si intuisce prima del tempo cosa accadde all’isola. L’amministrazione diretta francese del Madagascar si contraddistinse di quattro elementi cardinali. Anzitutto la riorganizzazione dei territori secondo precise logiche di sfruttamento. Poi si agì secondo un’imposizione fiscale che aggravò le già precarie condizioni degli abitanti malgasci. Infine sfruttamento economico e progressiva integrazione nel sistema imperialista fecero il resto.
In prospettiva storica, la fine del regno di Ranavalona III non fu soltanto la caduta di una dinastia, ma la chiusura di un capitolo politico iniziato con l’ascesa del regno merina nel XVIII secolo. La monarchia malgascia, che aveva cercato di negoziare con le potenze occidentali attraverso trattati, aperture diplomatiche e modernizzazioni interne, si trovò infine travolta dalla logica dell’imperialismo europeo di fine Ottocento.




