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L'albero sotto il quale da oltre 500 anni le persone lasciano messaggi

L’albero sotto il quale da oltre 500 anni le persone lasciano messaggi

In Sudafrica, precisamente nella baia di Mossel, si trova un grande albero (Sideroxylon inerme) che da oltre 500 anni lega due cose apparentemente slegate fra loro: il semplice gesto di scrivere qualcosa e conservarlo affinché i posteri, spinti dalla curiosità, possano leggerlo e le grandiose esplorazioni oceaniche del XIV-XV secolo. Per capire in che modo queste due tematiche riescono a sposarsi così bene, dobbiamo procedere a ritroso nel tempo, arrivando al 1488.

L'albero sotto il quale da oltre 500 anni le persone lasciano messaggi

Come sappiamo benissimo (l’argomento è di recente trattazione, ricordate cosa accadde il 3 febbraio 1488?) il navigatore portoghese Bartolomeo Diaz doppiò l’estremità meridionale del continente africano, provando a tutto il mondo come l’Oceano Atlantico e l’Oceano Indiano avessero un punto geografico di comunione. Durante quel viaggio, Diaz (o Dias, che dir si voglia) fece scalo proprio nella baia che i portoghesi chiamarono Aguada de São Brás (l’odierna Mossel Bay), apprezzandola per la presenza di acqua dolce, ripari naturali e molluschi commestibili. Da quel momento la baia divenne un punto di riferimento per le spedizioni dirette verso l’India. Una sorta di stazione informale lungo una rotta ancora fragile, pericolosa e in larga parte sconosciuta.

È in questo scenario che nel 1501 il navigatore Pêro de Ataíde, reduce da una violenta tempesta, cercò rifugio nella baia. Consapevole che altre navi portoghesi sarebbero passate di lì, Ataíde lasciò un messaggio dettagliato sul disastro al quale era appena scampato, nascondendolo in una scarpa appesa ai rami di un albero. L’arbusto in questione si trovava proprio a due passi da una sorgente che, più di un decennio prima, Diaz aveva utilizzato.

albero Sudafrica mappa cinquecentesca

Quel gesto pragmatico trasformò l’albero in un punto di scambio di informazioni essenziale per la sopravvivenza delle spedizioni. João da Nova, capitano destinatario del messaggio, lesse effettivamente l’avvertimento. L’efficacia del sistema fece sì che l’albero continuasse a essere usato per decenni, anzi, per secoli come deposito di lettere, avvisi e relazioni di viaggio.

João da Nova, secondo la tradizione, fece erigere nei pressi dell’albero un piccolo oratorio cristiano. Oggi è scomparso, ma considerato il primo luogo di culto cristiano in Sudafrica. Oggi quell’albero esiste ancora, anche se è noto per il suo duplice nome: in inglese Post Office Tree e in afrikaans Poskantoorboom. Entrambi i termini significano “albero dell’ufficio postale”.

albero Mossel Bay

Nei secoli successivi l’albero perse la sua funzione pratica, ma non la sua forza evocativa. In epoca moderna è stata collocata sotto i suoi rami una cassetta postale a forma di stivale, in richiamo alla scarpa di Pêro de Ataíde. Ancora nel presente un timbro commemorativo affranca le lettere imbucate. Sarebbe la trasformazione in salsa contemporanea di un antico espediente di sopravvivenza marinara in un rituale turistico.