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Foto del giorno: Praga nell'ora della repressione

Foto del giorno: Praga nell’ora della repressione

Fotografia di Josef Koudelka, Praga, Repubblica Socialista Cecoslovacca, 23 agosto 1968. La storia di Koudelka e della fotografia scattata a Praga nel 1968 è emblematica di come un’unica immagine possa segnare non solo una carriera artistica, ma anche il modo in cui un evento storico viene fissato nella memoria collettiva. Cercherò di essere più chiaro.

Foto del giorno: Praga nell'ora della repressione

Josef Koudelka all’epoca dello scatto non era ancora il fotografo di fama internazionale che conosciamo oggi. Nato in Moravia nel 1938, formatosi come ingegnere aeronautico, aveva fino ad allora praticato la fotografia quasi come un’urgenza personale, concentrandosi soprattutto sul teatro e sulla vita quotidiana. L’agosto del 1968, tuttavia, lo colse nel cuore di un trauma storico destinato a cambiare radicalmente il suo percorso. Erano i giorni dell’invasione della Cecoslovacchia da parte delle truppe del Patto di Varsavia. Atto brutalmente risolutore della Primavera di Praga.

Consapevole che la città stava per diventare teatro di una rivolta e di una repressione, Koudelka decise di trovarsi sul posto. Chiese ospitalità a un’amica il cui appartamento si affacciava su Piazza San Venceslao, uno dei luoghi simbolici della capitale. L’attesa che precede la manifestazione è il vero nucleo emotivo della fotografia: mezzogiorno è passato, l’ora prevista per la protesta è scivolata via, e la piazza rimane vuota. Non per apatia, ma per paura. I cittadini cechi sanno che ogni gesto può essere interpretato come una sfida diretta all’occupazione militare.

Praga carri armati Patto di Varsavia 1968

È in questo vuoto carico di tensione che nasce l’immagine. Koudelka non fotografa la folla, né i carri armati: fotografa il tempo. Il suo braccio entra nell’inquadratura come unico segno umano, l’orologio segna le 12:22, mentre davanti si stende una piazza deserta, irreale. La storia è trattenuta in un istante che precede il dramma. È una fotografia che grida silenzio, ma che non trasuda affatto quiete. La tempesta è in arrivo.

Koudelka continuò a fotografare clandestinamente gli eventi dell’occupazione, rischiando l’arresto. Le immagini vennero fatte uscire dal paese e pubblicate all’estero in forma anonima dall’agenzia Magnum, con la sola indicazione “P.P.” (Prague photographer), per proteggere lui e la sua famiglia. Solo molti anni dopo, nel 1984, Koudelka rivendicò ufficialmente la paternità di quelle fotografie.

Praga Piazza San Venceslao oggi

Quella del braccio e dell’orologio è al contempo una delle immagini più celebri del 1968 praghese e “l’atto di nascita” – permettetemi il termine – del Koudelka fotografo. Più che “essere al posto giusto nel momento giusto”, Koudelka dimostrò che il fotografo, per testimoniare davvero la storia, deve accettare l’incertezza, il rischio e l’isolamento. Quella fotografia non mostra il coraggio in modo diretto, ma ne è una prova silenziosa e duratura.